Calcio

Brescia a mercato zero: la missione salvezza affidata ai ritrovati

Il club ha scelto di fermarsi a D’Andrea, puntando solo sul potenziale inespresso e la svolta verde. Ma dietro la coperta è corta e in mediana mancano ricambi
Gennaro Borrelli, tornato al gol domenica, alla fine è rimasto - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Gennaro Borrelli, tornato al gol domenica, alla fine è rimasto - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
AA

Tre punti e subito a capo. Tirato un bel sospiro di sollievo, non c’è tempo – e non è neanche il caso – di godere. Questo, è ancora tempo di denti stretti e sofferenza. La vittoria di Carrara è stata come un chiarore, una luce nel buio più o meno fitto. Ma dentro quella che è la macchina infernale della serie B c’è ancora da macinare parecchia strada per raggiungere un posto sicuro. Diciamo che l’appuntamento di venerdì sera contro la Salernitana potrebbe valere un bel «bonus km»: non sbagliare vorrebbe dire iniziare a meritarsi un respiro un po’ più lungo e disteso. Ma pur sempre manteneno i denti stretti.

Si chiude il mercato

Massimo Cellino, presidente delle rondinelle - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino, presidente delle rondinelle - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

E adesso peraltro è anche ufficiale: la missione salvezza è affidata alla stessa squadra alla quale a inizio stagione venne – avventatamente, dall’alto – affidata la sfida di puntare direttamente alla serie A. Anzi: una squadra che era già troppo corta si è ulteriormente rimpicciolita. Il mercato è ufficialmente terminato e come si era già capito, il Brescia è arrivato alla mezzanotte di ieri senza alzare un dito. Il direttore sportivo del Brescia Renzo Castagnini non è nemmeno andato a Milano. Per dire che non c’è stata nemmeno l’intenzione di provare a captare una possibile occasione, un’opportunità last minute. Niente «ravvedimento operoso» dell’ultima ora insomma nei pensieri di Massimo Cellino che ha tenuto fede al suo proposito di non investire un euro in più nella sua incompiuta creature.

Coperta corta

Non che quello di gennaio sia in generale un mercato facile: spesso anzi può risultare più dannoso che utile. Ma ci sono momenti e momenti, situazioni e situazioni, esperienze ed esperienze. E quelle di un fresco passato da retrocessione sul campo – della serie: le disgrazie non capitano soltanto agli altri e non fanno figli e figliastri tra vecchie glorie e non – avrebbero dovuto lasciare qualche insegnamento. Invece: è vero che è arrivato Luca D’Andrea, ma non si tratta di un rinforzo in senso stretto, bensì del rimpiazzo per l’infortunato Galazzi. Un arrivo che, al netto della diversità delle caratteristiche tra i due giocatori, non corregge dunque una rosa in difetto numerico. Ci si consola con il poter contare ancora su Gennaro Borrelli che ora però, dopo aver scollinato anche le turbe di mercato e dopo essersi sbloccato sotto porta, è chiamato al decollo.

Svolta verde

  • Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia
    Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
  • Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia
    Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
  • Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia
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  • Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia
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    Serie B, gli scatti di Carrarese-Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Il difetto numerico è diventato addirittura gravissimo in un centrocampo che ha perso Fabrizio Paghera – dunque il vice play per quanto il roncadellese sia stato pochissimo impiegato – e che a livello di rotazioni si era già accorciato con il forfait di Fogliata. E già venerdì con la Salernitana, senza Verreth, Maran dovrà ingegnarsi e scegliere tra: un mediana-diga con Bisoli regista «improprio» volendo dare una continuità tattica col centrocampo a tre, un cambio di modulo oppure il lancio del 2007 Maucci. Perché tra le righe, il messaggio scritto nel «mercato zero» del Brescia risulta chiaro: racconta di un tentativo di svolta verde. Presa la «cantonata» sulle ambizioni, a questo punto l’obiettivo minimo della salvezza va raggiunto prendendosi i rischi di puntare il più possibile sui giovani di proprietà: Maucci in mezzo, Papetti, Calvani (non è di proprietà in senso stretto, ma è in prestito biennale con una cifra di riscatto quasi simbolica) e Muca dietro, Nuamah davanti.

Potenziale inespresso

Le seconde scelte, devono insomma il più possibile scalare le gerarchie. Costi quel che costi: alti e bassi da inesperienza compresi. Auspicando che nel frattempo il potenziale fin qui inespresso dai big della squadra venga fuori: viene subito da pensare al già citato Borrelli, ma anche a Moncini contando pure su un «nuovo» Bertagnoli che era stato dato per perso e che invece si sta regalando nuova vita. Tanti se, tanti ma, tante incognite: tutto come da solito e consumato copione.

Rolando Maran è tornato in panchina a Carrara raccogliendo tre punti fondamentali - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran è tornato in panchina a Carrara raccogliendo tre punti fondamentali - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Ecco perché i denti vanno mantenuti stretti, già sapendo che la sofferenza sarà fedele compagna di merende. C’è da badare a portare a casa questa stagione cercando di non farsi venire il sangue amaro mentre si prova a immaginare un futuro a ora e in queste condizioni, figurabile con l’immagine dei remi in barca, a vivacchiare. Questo è il periodo in cui si pianifica la stagione successiva e le uniche cose che si vedono chiare sono stanchezza e patimento. Questa proprietà «non ne ha più», compratori non ce ne sono, la piazza è ai minimi termini. Ma fino a quando, per tutti, questo scenario senza orizzonte sarà sostenibile?: la prima risposta tocca a Massimo Cellino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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