È decisiva, ma non è decisiva. È una finale, ma non è una finale. È una partita, ma non è una partita. Monza-Brescia è, «semplicemente», una stagione. È Pasquetta con un fuoriporta da serie A. Domani sera - ore 20.30 - la sera allo U Power Stadium che prepara una cornice da tutto esaurito o giù di lì (che fastidio la faccenda delle limitazioni applicate alla tifoseria bresciana...): nell’aria c’è il profumo delle grandi occasioni. Ma soprattutto della resa dei conti.
Così è, anche se Eugenio Corini preferisce essere meno tranchant e mantenersi sul soft: «È certo una partita molto importante, ma poi ce ne saranno altre tre e il calcio mi ha insegnato che può sempre succedere di tutto». Lezione imparata per altro a spese proprie la passata stagione quando proprio a Monza il Lecce di Corini perse una partita che costò il sorpasso della Salernitana e la serie A diretta. E quella lezione pagata a prezzo carissimo, diventa però ora proprio la spinta a crederci ancor più di quanto già non stia accadendo all’insegna del «si-può-fare!». Domani, il Brescia dovrà essere la Salernitana e il Monza invece il Lecce che fu.




