Novantasette (come il suo anno di nascita) presenze in serie B. Ventinove reti in cadetteria con 5 assist. Ventidue gettoni in serie A e un passaggio gol, oltre a 4 gare giocate in Coppa Italia e due centri. Il tutto in 4 anni in biancazzurro. Sono i numeri con cui Florian Ayé saluta Brescia per tornare alle origini, nell’A. J. Auxerre in cui è cresciuto calcisticamente. Lascia la serie B italiana per andare in quella francese in silenzio («Per motivi personali il calciatore ha chiesto di rientrare in Francia e il club, suo malgrado, ha dovuto acconsentire ad una cessione non prevista nei suoi piani strategici», si legge nel comunicato del Brescia Calcio), seguendo uno schema che è stato quello dell’ultimo anno in biancazzurro: un corpo estraneo all’interno di una squadra che in rari casi peraltro si è identificata nella parola gruppo.
Il percorso
Arrivato nel luglio 2019 dal Clermont, primo acquisto di Massimo Cellino per il Brescia appena promosso in A e primo attaccante francese della storia delle rondinelle, volente o nolente Ayé si è portato addosso l’etichetta di «giocatore del presidente», di quello che, secondo la piazza, in alcune occasioni si è trovato a giocare più per imposizione dall’alto che per meriti propri. Un’etichetta non facile attaccata sulla schiena, soprattutto per un giocatore emotivo, abbastanza introverso, legatissimo alla famiglia.




