Addio a Baresi: tanti bresciani con il 6 sulla schiena o sulla pelle

C’è chi ha rimandato le vacanze pur di portare l’ultimo saluto al capitano del Milan e chi, come Massimo del club di Adro, ha deciso di tatuarsi l’autografo sul braccio
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Massimo e Vito del Milan Club di Andro intitolato a Franco Baresi - © www.giornaledibrescia.it
Massimo e Vito del Milan Club di Andro intitolato a Franco Baresi - © www.giornaledibrescia.it

Luciano e Andrea sono padre e figlio e arrivano dal lago di Garda. Hanno preso il Regionale di buon mattino, la maglia numero 6 legata in vita «perchè fa troppo caldo, ma appena arriviamo a Sant’Ambrogio la indossiamo». Entrambi oltre gli «anta», hanno vissuto Franco Baresi allo stadio, ma poco più lontano c’è Michael che viaggia col papà e il capitano per eccellenza lo ha vissuto solo su YouTube. Ma sulla maglia, quella della scorsa stagione, non c’è alcun nome: solamente il numero 6.

Sono solo alcuni dei tantissimi tifosi bresciani arrivati ieri a Milano per l’ultimo saluto alla bandiera del Milan. Dalla città come dalla provincia (Val Camonica, Franciacorta, Sebino) in treno come in auto, hanno sfidato il caldo e addirittura spostato di qualche giorno le vacanze pur di essere presenti. «Impossibile non esserci», racconta Andrea mentre cerca un hotel in Puglia per la settimana di Ferragosto. «Lui non è stato un giocatore del Milan, lui è ancora oggi il Milan», racconta con le lacrime agli occhi. «Oggi (ieri, ndr) era per me un giorno di lavoro, appena saputa la data dei funerali ho preso il giorno di ferie».

Fedeltà

Andrea, come Luciano, il numero 6 ce l’ha sulle spalle. Massimo addirittura tatuato sulla pelle. Lui è il presidente del club di Adro intitolato proprio al campione di Travagliato; è arrivato a Milano con l’amico Vito per rappresentare tutti gli iscritti. E quando parla di Baresi lo fa con le lacrime agli occhi. «Era impossibile non essere presenti, perché Baresi ha rappresentato quello che noi chiamiamo "milanismo". Lo ha fatto da calciatore, è stato così anche quando ha smesso. È stata un’emozione unica, abbiamo perso un mito».

La voce gli trema mentre alza il braccio destro, quello su cui ha tatuato l’autografo del capitano. «Una volta ci siamo visti di persona, gli chiesi se poteva scrivermi "il 6 per sempre" mettendo la sua firma. Quando mi ha chiesto cosa ne avrei fatto, gli ho risposto che sarebbe stato il mio tatuaggio. E così è andata».

Nessuno come lui

Il club porta il nome di Franco Baresi dal 2013 «ed è l’unico a cui potevamo intitolarlo, è la nostra storia. È vero, abbiamo visto tantissimi campioni, ma lui è un bresciano milanista simbolo rossonero. Mi ha fatto piacere vedere tre generazioni a Sant’Ambrogio: significa che anche i più piccoli hanno scoperto, magari attraverso i genitori o i nonni, che campione abbiamo avuto nella nostra squadra». Quello che in una torrida mattina di agosto ha portato almeno diecimila persone a gridare al cielo fortissimo il suo nome.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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