Calcio

A Perugia dentro o fuori per il Brescia e per Clotet

Alle 14 scontro diretto per evitare il sorpasso in classifica e il rischio di terz’ultimo posto
Emanuele Ndoj al tiro sotto gli occhi di Tom van de Looi - © www.giornaledibrescia.it
Emanuele Ndoj al tiro sotto gli occhi di Tom van de Looi - © www.giornaledibrescia.it
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Da dove si riparte? Esattamente da 7 giorni fa. Oppure da 14 giorni fa: è uguale. Perché nulla è cambiato dalla partita contro il Frosinone, datata appunto due settimane fa e poi quella contro il Como. Non ha cambiato le cose il mercato-non mercato che nel frattempo è finito: quel che di un po’ concreto è arrivato, prima Rodriguez e Björkengren poi Listkowski, è già «risalente» e nulla di rilevante - per pensare di poter risollevare sorti, umori e piani tattici - ha coinciso con lo scoccare del 31 gennaio - Coeff (oggi giocoforza debuttante in una difesa ai minimi termini anche in leadership) e Scavone - e nemmeno con la prolunga di inizio febbraio che ha segnato l’ingaggio dello svincolato (tris di free agent) Adryan. Ovvero una scommessa sulla quale Cellino ha già perso due volte, ma che non smette di stuzzicarlo e che il presidente ha giocato in solitaria mentre chi lo attornia ha cercato di convincerlo semmai a stringere prima per un centravanti (le cui ricerche comunque sono ancora in corso).

A dire il vero però, questo mercato-non mercato una conseguenza l’ha già fatta maturare: nel Brescia non c’è più posto per Federico Viviani. Il sentore dopo la stroncatura pubblica da parte di Cellino («Viviani errore mio e dell’allenatore) era che per lui ci sarebbe stata una messa ai margini. Sentore confermato dalle convocazioni per la partita di oggi al «Curi» e che dovrebbe coincidere anche con una esclusione «perenne», dato che a quanto risulta la nuova posizione di Viviani, proprio con l’arrivo di Adryan e magari con il prossimo arrivo di un altro svincolato, è quella di «fuori lista».

Questo il destino di un giocatore, fedelissimo di Pep Clotet al punto tale che il tecnico catalano ha sfidato 7 giorni fa ogni logica, gerarchia e fastidio presidenziale consegnando al regista la fascia prima di vice e poi di capitano in un quadro di rivoluzione della quale ha fatto le spese anche capitan Bisoli.

Clima

Insomma, c’è da immaginare che il clima non possa essere dei migliori, né d’altronde non si comprende cosa possa essere mutato proprio perché la squadra quella era e quella è e idem un allenatore che nel frattempo incassa anche il venir meno di un pupillo. Per tutto questo, con un ruolino da una vittoria nelle ultime 16 partite, 2 punti nelle ultime 8 gare, tre sconfitte di fila, l’appuntamento di oggi al «Curi» è un dentro o fuori su tutta la linea. Per l’allenatore, il cui destino non potrebbe non essere segnato in caso di nuovo «fermo» nonostante l’altra piccola modifica dello scenario nei giorni scorsi sia stata rappresentata dalla rottura del ghiaccio tra lui e il presidente.

Ma dentro o fuori in senso tutt’altro che figurato lo è soprattutto per il Brescia perché rimanere di nuovo impantanati vorrebbe dire piombare dritti - nella migliore delle ipotesi - nei play out, ma con il rischio di precipitare terz’ultimi con questa posizione che è del Perugia che oggi gioca per il sorpasso in classifica.

Un Perugia con la pesante assenza in attacco di Olivieri, ma che vive il suo miglior momento emotivo da inizio stagione naturale conseguenza di una potente prova di risalita (decisivo l’essersi affidati a un uomo forte al quale sono stati attribuiti poteri forti, come l’ottimo ex Brescia Renzo Castagnini, ciò di cui ci sarebbe bisogno oggi) con 10 punti nelle sole ultime 5 gare e più in generale, partendo dal 27 novembre scorso, data dell’ultima vittoria del Brescia, con 15 punti in 9 partite contro i 5 dei biancazzurri. I quali oggi, oltre che appellarsi a novità tattiche che Clotet pare avere in mente di apportare, deve dar fondo a ogni tipo di energia mentale e morale ancora prima che fisica andando a scavare anche dove non sembra esserci più terra, se serve. Questione di anima e animo più che di tutto il resto. Ecco, appellandosi pure alla legge non scritta dei grandi numeri e di un calcio che spesso va contro logica, da dove si può e si deve ripartire. Oggi non è un rien ne va plus, ma un po’ ci somiglia. Non avere paura dovrebbe essere il primo step.

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