Professione di sincerità: la maglietta celebrativa che il Valtrompia ha realizzato per festeggiare il salto in Promozione vincendo il girone F di Prima categoria è proprio questo.
«Sembrava un’ossessione, e invece... Promozione», è la scritta che campeggia. E in effetti quel salto mancato, dopo cinque stagioni in categoria di cui almeno tre da protagonisti, iniziava ad essere un peso.
«Ho pensato - sorride Alessandro Cotelli, capitano da una vita al Valtrompia - di essere un po’ maledetto come Kane. Sono qui da una vita e sono andato via, al Gussago, negli unici due anni in cui c’è stato il salto dalla Seconda alla Prima. Anche quest’anno, partendo da +4, abbiamo sbandato e sembrava che potessimo chiudere con un pugno di mosche in mano. Invece la fortuna si è ricordata di noi e noi siamo stati bravi a farci ricordare: la Promozione? Questo è un gruppo di qualità, che può pescare anche da un’ottima Juniores, credo ci siano già buone basi».
La guida
Ne è convinto anche mister Giordan Ligarotti, domenica festeggiato (era presente in tribuna essendo libero da impegni) dal tecnico dell’Ospitaletto Andrea Quaresmini, suo grande amico.
«Il Valtrompia ha un gruppo forte ma soprattutto una società strutturata anche per la Promozione - spiega l’allenatore -. Il merito di questo trionfo sta nei numeri, dato che siamo stati davanti per 23 giornate su 30, e in una squadra composta da giocatori forti e prima di tutto da grandi uomini: non è un luogo comune, a volte Straolzini, Morandini e Laveroni, solo per citarne tre che alzano il livello, stavano in panchina e mai nessuno di loro si è lamentato. Il grazie va a Zanotti, che io ho sostituito l’anno scorso: ha creato un gruppo solido, io ho completato la sua opera, ma non voglio dimenticarlo».

Tiberio Assisi aggiorna anche la propria storia famigliare. «Nel 1978 mio padre da presidente vinse il campionato, ora tocca a me. Sono i 30 anni dall’ultima Promozione (peraltro vinta nel 1995/1996, poi la retrocessione dall’Eccellenza l’anno dopo e la ripartenza dalla Seconda, ndr), gli 80 dalla fondazione e i 500 dell’azienda Beretta, che creò il club nel 1946. Lavoriamo da dieci anni a questo traguardo, è bellissimo quando è così rincorso e sofferto».
Lato tecnico
Alberto Boventi, il ds, parla di «grande stagione e di risultato meritatissimo, specie per la famiglia Assisi», mentre in chiosa va chiarito il futuro del difensore classe 1989 Michele Mutti, salutato da una standing ovation.
«Chiudere così? Sarebbe il top, col secondo torneo vinto dopo quello alla Calvina, ma non ho ancora deciso cosa farò da grande. Vedremo».



