Da -9 a +4 in otto giornate: una missione impossibile? No, se ti chiami Gianluis Mocinos e credi ciecamente nella tua squadra.
L'impresa dell'anno è quella del Serle, che con una volata incredibile ha approfittato del suicidio sportivo dell' Odolo, riuscendo a coronare una rimonta straordinaria con la vittoria del girone F di Seconda categoria, tornando in Prima a dieci anni esatti dall'ultima volta (stagione 2015/16).
Il percorso
Riavvolgiamo il nastro: finisce il girone di andata, con i biancoblù che si ritrovano a -8 dalla vetta. Il club di Giorgio Benedetti opta per una scelta forte, solleva dall'incarico Adriano Cipressa e promuove come capo allenatore Gianluis Mocinos. Dopo un periodo di assestamento (alla 22esima giornata la squadra scivola a -9 dall'Odolo), il Serle cambia marcia e vince tutte e otto le partite rimanenti - compreso lo scontro diretto con gli odolesi (1-0) - conquistando 24 punti. I diretti avversari, invece, ne ottengono solamente 11. Il sorpasso decisivo avviene alla penultima giornata.
E alla fine il Serle chiude con 4 punti di vantaggio: «Il segreto del nostro successo? Il gruppo. Questa è la vittoria di tutti - afferma Mocinos -; ringrazio presidente, direttore sportivo e la squadra per la fiducia, ma anche lo staff, che non ho scelto personalmente, ma con cui mi sono trovato benissimo. Il lato umano di ognuno è stato fondamentale: io sono passato dal vestire la fascia da capitano a guidare i miei compagni come allenatore. Per poter raggiungere un obiettivo del genere, tutti devono fare la propria parte».
Epilogo
La rimonta è stata davvero entusiasmante. La vittoria esterna all'ultima giornata contro il Gavardo (0-4) ha dato poi il via alla grande festa del Serle: «Eravamo dietro, ma poi ci siamo rifatti sotto, abbiamo rosicchiato tanti punti e siamo riusciti nel sorpasso. Festeggiare all'ultima giornata è ancora più bello. Ci tengo però a ringraziare anche mister Cipressa, per ciò che ha fatto all'andata: anche lui fa parte di questo gruppo».



