Con la stessa serenità di una pizzata in compagnia. Magari è più facile (e «romantico») a dirsi che a farsi, ma è sintomatico che la Pavonese, nell’antivigilia del giorno più importante - della stagione e pure della storia del club, mai stato in D - abbia scelto di riunire giocatori, staff e dirigenti post allenamento per una cena. «Un modo per scaricare la tensione», spiega la presidente Sandra Treccani.
Stasera alle 20 a Caravaggio c’è lo spareggio per il salto in serie D contro la Soncinese: le due squadre hanno chiuso in vetta a 70 punti il girone C di Eccellenza e soltanto questi 90’ (o 120’, e occhio ai rigori) decreteranno la promozione diretta.
Retroscena
«Abbiamo organizzato due pullman con il settore giovanile - spiega Treccani - e ai ragazzi abbiamo detto, per quanto possibile, di non sentire la tensione: siamo già orgogliosi di esserci. Giocarsi la D da neopromossa era un traguardo impensabile».
L’artefice
Ne è convinto pure Ennio Beccalossi, che scarica volentieri i favori del pronostico sull’amico-rivale Alessandro Cazzamalli, che guida la Soncinese. «Ci ha visto giusto: aveva pronosticato un duello fino alla fine e siamo andati addirittura oltre - spiega l’allenatore della Pavonese -. Loro a inizio torneo erano tra le 2-3 squadre indicate al vertice, noi no. I precedenti, tre tra Campionato e Coppa, dicono che non abbiamo mai vinto e perso due volte. Dunque sì, loro sono favoriti, ma se noi entriamo con la testa giusta, possiamo dire la nostra».
Senza Piras e Longhi nella Soncinese e senza Chiari nella Pavonese, sarà comunque sfida al top. «Il premio? Giocarsela davanti ad oltre mille persone, ci aspettiamo questo tipo di pubblico».



