Il Ciliverghe dei miracoli: «La Coppa Italia il nostro rilancio»

Il trionfo di Lumezzane ripaga di delusioni recenti tra cui la retrocessione dalla serie D «a tavolino»
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Sergio Volpi corre ad abbracciare i suoi ragazzi a fine gara
Sergio Volpi corre ad abbracciare i suoi ragazzi a fine gara

«Il giorno dopo? È quello della consapevolezza di quanto fatto?». Lo dice con fierezza Nicola Bianchini, presidente del Ciliverghe, perché il trionfo nella finale della Coppa Italia regionale d’Eccellenza con il Mapello ha tanti sapori: quello della rivincita, del rilancio, di un rinnovato entusiasmo dopo mesi difficili, e non solo per la pandemia. Il primo trofeo di sempre nella più che quarantennale storia mazzanese ripaga anche un po’ di qualche delusioni e ripropone dopo alcuni anni quello che era diventato il «Ciliverghe dei miracoli».

La squadra di un piccolo paese che non solo è stata capace di restare in serie D per sei anni, ma che aveva anche bussato alle porte del professionismo dopo i play off vinti nel 2017 con Emanuele Filippini in panchina e che nello stesso anno s’era tolta la soddisfazione di fare bella figura a Lecce nel primo turno della Coppa Italia dei grandi. Ma da quella Coppa Italia a quella vinta sabato c’è stato altro in mezzo. C’è stata una mai digerita retrocessione dalla serie D decisa «a tavolino» quando il torneo è stato sospeso per l’esplosione della pandemia. C’è stato il mini-campionato d’Eccellenza vanificato da una partenza falsa dovuta ad un paio d’assenze importanti prima di un filotto di risultati utili. «Ma non vediamo questo trionfo come un riscatto - dice ancora Bianchini -. Quello che è stato è stato. Piuttosto vediamo questa Coppa come la base su cui impostare il nostro futuro ed il nostro rilancio. Sabato è stata una giornata impegnativa tra pre, partita e post: siamo riusciti ad organizzare una cena con i ragazzi per ringraziarli. È stata una bella pagina, che speriamo serva per un futuro più glorioso».

L’argentino Braian Alexis Volpini dopo il raddoppio
L’argentino Braian Alexis Volpini dopo il raddoppio

Intanto è stato «tappato» un buco nel palmares: «In quasi 43 anni non avevamo mai vinto una Coppa e devo dire che la inseguivamo da anni. Quest’anno ci siamo riusciti». E ora c’è l’intenzione di provarci a livello nazionale, ben sapendo che bisognerà giocare ogni 3 giorni fino ad aprile per arrivare in fondo: «Intanto proviamoci, anche se sappiamo che è difficilissimo arrivare fino alla finale. Pensiamo però di avere una squadra attrezzata per fare bene in entrambe le competizioni». In fondo, il palcoscenico tricolore l’aveva appunto già vissuto il Ciliverghe: «Lecce fu il nostro apice sportivo - conclude Bianchini - mentre quello di Lumezzane è un trionfo concreto: sono due cose diverse, ma dall’eguale valore».

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