Il Desenzano corre verso la C con i suoi specialisti del salto

Domenica può arrivare la promozione tra i pro, mister Gaburro cerca la quinta gioia, Bakayoko&C. il «bis» dopo l’anno scorso ad Ospitaletto
Marco Zanetti
Il Desenzano vede vicino il traguardo della promozione in serie C - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
Il Desenzano vede vicino il traguardo della promozione in serie C - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it

Poche ore e poi, chissà, la festa. O perlomeno questo è l’auspicio del Desenzano, che scandisce con trepidazione i minuti che lo separano dall’appuntamento con la storia: domenica 3 maggio, per l’ultima giornata di campionato, nella trasferta col Sangiuliano City (fischio d’inizio alle 15 a Vimercate), può arrivare il trionfo nel girone D di serie D e la promozione diretta in serie C.

Desiderio da tempo

Un obiettivo inseguito a lungo dal club del presidente Marai. Sfuggito domenica scorsa per il pari con la Pistoiese nella bolgia dei 1.300 spettatori al «Tre Stelle», è comunque ad un passo dal diventare realtà. Per allontanare potenziali scenari negativi (spareggio per il titolo o, peggio ancora, controsorpasso alla fine della regular season del Lentigione, staccato di 2 punti) serve una vittoria. E per chi finora ne ha collezionate 22 in 33 match parrebbe un compito agile. Eppure i milanesi si sono già rivelati ostici da superare: basti ricordare il beffardo ko patito dai gardesani all’andata (0-1).

Ultimo stop

Un passo falso, quello del 21 dicembre, da cui è poi scaturito un incredibile filotto positivo che, ininterrotto per le successive 16 uscite, ha portato i biancazzurri ad issarsi in cima alla classifica.

L’ambiente gardesano è dunque carichissimo. Bisogna però usare la testa per non fallire l’obiettivo e in questo il tecnico Gaburro è un maestro: non vanterebbe altrimenti 4 promozioni in carriera con Poggese, Gozzano, Lecco e Rimini.

Allo stesso modo diversi giocatori in rosa (da capitan Gori, passando per Antonelli, Parlato, senza dimenticare gli ex Ospitaletto Bakayoko, Baraye e Barwuah, che dopo l’euforia di un anno fa con gli orange mettono il «bis» nel mirino) sono abituati ad imprese simili. Le premesse ci sono. Al campo il verdetto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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