«Far sì che l’uomo possa comprendere la società del passato e accrescere il proprio dominio su quella presente: questa è la duplice funzione della storia», scriveva una sessantina di anni fa lo storico inglese Edward Carr.
Ugo Ranzetti, alla soglia degli 88 anni, e dopo aver ricoperto talmente tanti ruoli nella vita dello sport, non solo quello nazionale, da rendere impossibile sintetizzarli tutti in poche righe, da qualche tempo si dedica a tramandare ai posteri le vicende e i personaggi che hanno fatto la storia dello sport locale. «Di cui io sono il massimo conoscitore vivente», ha spiegato con enfasi alla platea accorsa numerosa alla presentazione della sua ultima fatica editoriale, «Brescia Olimpica 2024», ieri in Loggia, nella Sala Giudici.



