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Brescia, «Non sono più interessato»: le scene choc hanno stoppato una trattativa

Un grande imprenditore locale aveva avanzato una proposta d’acquisto del Brescia anche in C
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BRESCIA, TRATTATIVA INTERROTTA
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Eppure, qualcosa c’era. Se potrà esserci ancora è difficile da ipotizzare: occorrerà lasciare sedimentare, far appiattire l’onda dell’emotività. Poi si capirà sotto lo strato di brividi, angoscia ed emozioni negative, che cosa eventualmente sarà rimasto. Quel qualcosa che c’era, era una trattativa - iniziata circa un mese fa e condotta in maniera molto riservata - per la cessione del Brescia Calcio a un grande imprenditore bresciano. Notizia nella notizia, dunque.

Ma la terza notizia è che questo imprenditore, il quale giovedì sera era davanti alla tv per la partita da spettatore molto interessato al di là del tifo, davanti alle scene di scempio e guerriglia urbana d’altri tempi, è sobbalzato sul divano, ha preso il telefono e ha chiamato la persona che lui e Cellino hanno scelto come referente per incanalare la trattativa per comunicare che: «Non sono più interessato, mi chiamo fuori». Il pensiero di contestazioni, di ritrovarsi i tifosi sull’uscio di casa e delle aziende, d’altronde, insieme all’entrare nell’ottica che per guadagnarci bisogna prima perderci e che nel calcio 2+2 raramente fa 4, da sempre rappresenta un freno potente per chi in questo territorio è dotato di mezzi economici molto forti, ma che conosce magari in maniera solo superficiale o solo attraverso contesti con poche pressioni, certe dinamiche che sono proprie solo dello sport che si gioca con il pallone tra i piedi.

Ricostruzione

Ciò che siamo in grado di rivelare in merito a una trattativa stoppata da fattori extracampo, è che è arrivata sul tavolo di Massimo Cellino sottoforma di proposta d’acquisto preliminare - scadenza per l’accettazione, luglio - una doppia bozza di accordo. Perché chi si è mosso, lo ha fatto ipotizzando due scenari: quello con il Brescia ancora in serie B, quello con il Brescia in serie C. Dunque è sempre stato a prescindere dal verdetto insindacabile della stagione. Evidentemente, è stato previsto anche un doppio prezzo.

In base a quanto siamo riusciti a ricostruire dopo aver inizialmente trovato muri di smentite circa l’esistenza di una trattativa per l’acquisto del club di via Solferino. Una trattativa difficile, ma viva. E che inizialmente era su due temi: il primo la richiesta di esclusiva da parte del richiedente, il secondo il centro sportivo. Con Cellino che non accetta che la cessione della sua società viaggi slegata da quella della struttura di Torbole che pure attualmente non è ancora in pancia al club.

Le possibilità sono quelle di un acquisto immediato oppure di un affitto che sfoci successivamente in una compravendita. Chi ha avanzato la proposta, lo aveva inizialmente fatto senza aver espresso interesse per il centro d’allenamento del Brescia forse nella prospettiva di costruirne altrove uno da zero. Attraverso la mediazione di una persona di fiducia per entrambe le parti in causa, l’interlocuzione stava comunque progredendo.

Fino a quel: «Non sono più interessato». Come detto, se ci sono ancora margini per riprendere la trattativa, lo scopriremo solo passato il momento. Mentre sullo sfondo, in base ad altri rumors, sotto la cenere coverebbe ancora - partendo da Lumezzane - l’idea di una cordata locale. Senza contare che stando a quanto il patròn ha sempre confidato alle persone a lui più vicine, in ballo ci sarebbero anche situazioni da lui stesso ricercate con vista sull’estero che potrebbero avere sviluppi. Ma siamo ancora nel campo dei condizionali: al tempo presente c’è solo uno straordinario senso di vuoto. 

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