Angoscia e turbamento. È tutto quel che resta su un tappeto biancazzuro che non si sa chi potrà spazzolare. Brescia colpito e affondato solo incidentalmente dal Genoa, perché è stato bravissimo a farsi sempre e solo malissimo da sé in questa stagione. Della quale restano 8 manches da disputare: ma la prospettiva, più che speranza regala la sensazione di un viaggio dentro un giardino delle torture.
In mezzo, una sosta da vivere chissà come e dicendosi chissà cosa per darsi un po’ di forza e raccontarsi che non è finita fino a che non è finita. Del resto, così è con ancora 24 punti in palio: ma la pochezza del Brescia è tale e il senso d’impotenza è tanto, che allo stato attuale pure il solo realistico obiettivo del raggiungimento dei play out appare fuori portata. Sarà la botta di uno 0-3 immeritato eppure inappellabile, saranno le immagini potentemente evocative della caccia a Cellino che si è scatenata nel dopo gara contro il Genoa, sarà stata l’aggiunta di veleno dei risultati dagli altri campi, ma quei colori e dolori di sentenza anticipata, saranno molto difficili da lavare via.




