Reggio-Germani, il parere di Menetti: «Della Valle è giocatore totale»

Max Menetti è un totem di Reggio Emilia. Con lui in panchina, la Reggiana ha ottenuto risultati eccezionali. La vittoria dell’EuroChallenge nel 2014, la finale scudetto del 2015 (anno della conquista della Supercoppa italiana) e del 2016, la semifinale di Eurocup del 2018. Oggi legato a Trinchieri (ha lavorato come suo assistente allo Zalgiris Kaunas) e commentatore tv, tra i meriti della carriera ha anche quello di aver lanciato un giovane Amedeo Della Valle proprio con la maglia della squadra emiliana.
Dopodomani, sabato, alle 20.30, al PalaBigi, la Germani affronta proprio l’Unahotels. «È difficile fare pronostici - racconta Menetti -. Credo che la pausa abbia fatto meglio a Reggio, perché tra campionato e Fiba Europe Cup la squadra aveva bisogno di rifiatare».
Quale è stata la principale evoluzione di Della Valle dai tempi della Reggiana a oggi?
«Nell’ultimo anno a Reggio Emilia Amedeo iniziava a essere il giocatore che, oggi, si vede a Brescia. Un punto di riferimento per la squadra. Un giocatore "totale". Nelle prime tre stagioni era un po’ "il ragazzo dalla faccia cattiva", un giocatore giovane, forte, ma anche estemporaneo. Poi, appunto, già nell’ultimo anno in Emilia aveva iniziato un percorso diverso. A Brescia ha trovato la propria consacrazione. Il suo modo di giocare ha fatto crescere un’intera squadra. È un uomo franchigia. Il massimo esempio della sua maturità? La partita che la Germani ha vinto in casa con l’Olimpia Milano, che ha disputato con immensa intelligenza, da elemento top a livello europeo».
Ha vinto due volte il premio di miglior italiano del mese. Si candida a un altro titolo a fine regular season?
«Lo spero per lui. Non dimentichiamoci di un dato. Lo scorso hanno è stato miglior italiano in una squadra che ha raggiunto la finale scudetto. E, in questo inizio di campionato, è il miglior italiano della formazione capolista. Lui gioca bene. La squadra gioca bene con lui e anche grazie a lui».
Avrebbe scommesso su questo inizio della Germani?
«Non è mai scontato. Tenere in blocco una rosa vincente è difficile, ma non è garanzia di successo. È capitato che dei club mantenessero l’ossatura di certi roster e che le stagioni successive andassero male».
Siamo quasi a un terzo del campionato. Che dice la classifica?
«Che la serie A è nettamente il secondo miglior campionato dopo quello spagnolo. Il livello è altissimo, e le grandi stanno facendo le grandi, al netto di uno scivolone della Virtus Bologna e di qualche ritardo di Milano, a causa degli impegni di Eurolega. Lo capisci dal fondo della classifica e dai pochi punti racimolati da chi deve salvarsi. Chi ha investito sta lasciando poco per strada».
In estate era circolato pure il suo nome per il dopo Poeta, ma la società era già sicura di Cotelli. Che ha iniziato alla grande...
«Sono un suo tifoso perché i nostri percorsi sono simili. Dal Minibasket al settore giovanile, da assistenti a capi allenatore. Per me è una bellissima notizia. E, naturalmente, nemmeno il suo grande avvio di stagione era scontato».
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