Un anno fa, al PalaLeonessa, Peppe Poeta guidava la Germani in una delle proprie prime partite non ufficiali da capo allenatore, e vinceva il Trofeo Ferrari contro la Virtus Bologna, squadra contro la quale - il giugno successivo - avrebbe perso... la finale scudetto. Cosa impensabile (giocare la finale, s’intende), all’epoca.
Oggi torna in un palazzetto che può serenamente definire casa. È assistente di Messina, ma nel suo futuro c’è la panchina dell’Olimpia Milano, e il suo nome gira pure per il post-Pozzecco in Nazionale (tema che il neo-quarantenne preferisce non toccare). Il golden boy risponde al telefono dopo un maxi pranzo con la famiglia. «Il quarantesimo compleanno è l’ultimo che festeggio», ridacchia.




