«Buongiornoooo...». Sì, così, con tante «O». E un sorriso stampato in volto, all’ingresso della sede di San Zeno della Pallacanestro Brescia, in occasione delle conferenze stampa pre-partita. Esiste un Peppe Poeta pubblico e uno meno ufficiale, quando i microfoni si spengono, che chi gravita attorno alla Germani nell’arco della stagione ha la fortuna di poter vivere meglio. Parentesi: la cosa curiosa è che quando i microfoni sono accesi per davvero Giuseppe da Battipaglia è molto più «istituzionale» e misurato di quanto ci si potrebbe aspettare.
Al netto di questo, il quasi quarantenne è uno degli uomini di sport più intelligenti, lungimiranti, divertenti, coinvolgenti e trascinanti che si possano incontrare a queste latitudini, al giorno d’oggi. Per ciò che concerne il campo ci sarebbe un capitolo molto ampio da aprire. In forma sintetica, ha adattato le proprie idee di basket alla squadra che aveva a disposizione e non viceversa, ha fatto fronte alle difficoltà in modo creativo e arguto, ha messo tutti nelle condizioni di rendere al meglio, ha creato un gruppo in cui chiunque – chiunque – si sarebbe spezzato una gamba per lui, ha proposto una pallacanestro vincente e molto bella da vedere.




