Basket

Gli «universitari» in cattedra: superato l'esame promozione

Conquistata la Serie D con il brillante successo nel decisivo spareggio dopo il ko nella finale
I ragazzi del Cus hanno ottenuto il passaggio in serie D
I ragazzi del Cus hanno ottenuto il passaggio in serie D
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È sempre stato piacevole vedere una partita del Cus Brescia di basket, la squadra si esprime in campo con vivacità e carattere in linea con la giovanissima età dei protagonisti e con lo spirito goliardico che li anima. Si gioca sempre a ritmo molto alto, allo scopo di divertirsi  e divertire, ormai proverbiali i primi dieci minuti di gara,  quando - trascinata dall’entusiasmo - la formazione di casa spesso  indirizza il match con margini incolmabili. Da qualche anno, però, il Cus Brescia ha coltivato anche una forte mentalità vincente e per ben due volte era già andato vicino al salto in D. Nel 2018 la marcia si era fermata alle semifinali dei play off  contro il Trenzano e nel 2019 in finale contro il Villongo.

La promozione

I due anni di stop per Covid  - nonostante qualche defezione - non hanno rallentato il processo di crescita dei ragazzi, grazie anche alla società che ha organizzato allenamenti on line durante  il lock down e poche settimane fa, al termine di un’infinita post-season, è arrivata la promozione. Eliminate ai play off prima Fiorenzuola e poi Offanengo, l’impresa  è stata costruita in semifinale, dopo la sconfitta in casa di otto punti contro i cremonesi  di Pescarolo e Uniti. «Tutti ci davano per spacciati - ricorda il coach Matteo Bonomi, 31 anni -, io ho sempre creduto nella possibilità di una rimonta perché conoscevo qualità e grinta dei  miei giocatori. Durante la settimana abbiamo lavorato molto sugli errori della prima partita, c’è stata anche qualche modifica nel quintetto iniziale e in gara -2 abbiamo portato gli avversari al supplementare. Lì a fare la differenza è stata la nostra freschezza atletica, e abbiamo vinto di 11». In finale è poi arrivato il ko col San Pellegrino, c’era un’altra carta da giocarsi, quella dello spareggio con l’Ornago e il team cittadino l’ha spesa benissimo vincendo la gara secca in casa, che ha garantito la D. La piccola palestra del Cus, quella sera, era strapiena, con panche supplementari sistemate perfino ai bordi dl campo.

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Linea verde

Formato in massima parte da ragazzi cresciuti nel vivaio e da iscritti all’Università, il Cus ha in Bonomi il suo ideale punto di riferimento, perché il tecnico è stato anche giocatore del club ai tempi della Seconda e della Prima divisione, e ha cominciato ad allenare giovanissimo, nel 2012, col Minibasket, scalando poi tutte le categorie del vivaio, fino a diventare coach della prima squadra. Cresciuto nel team cittadino, ne conosce ogni atleta: lo stesso Filippo Arrighi, suo attuale vice, lo ha allenato nell’Under 20. Il gruppo storico è composto da ragazzi che si conoscono da anni e il cui attaccamento alla maglia è un valore in più. Prova ne è Giacomo Pedrini, il classico capitano che farebbe felice ogni allenatore, il cui rendimento non è espresso appieno dalle statistiche, perché lì non vi trovano spazio l’applicazione in difesa, il numero  di palloni sporcati, le linee di passaggio disturbate. Altri che danno sempre tanto sono Andrea Migliorati - tornato dopo un brutto infortunio -, e Lorenzo Battaglia, che era rimasto inattivo due anni,  E poi Andrea Pernetta, che è anche preparatore atletico nelle giovanili, e Davide Ciavarella, che ha cominciato ad allenare come vice nel vivaio.

Matteo Bonomi, allenatore degli «universitari»
Matteo Bonomi, allenatore degli «universitari»

Nuovi arrivi

Quest’anno, tra gli altri, sono arrivati Emanuele Dalla Chiara (da San Bonifacio), Matteo Greco (originario di Crotone), Federico Zani (ex Casalmaggiore) e Giuseppe Trevisi (da Piadena), tutti studenti dell’Università.  Alla cena di fine stagione hanno ringraziato i compagni perché li hanno aiutati ad ambientarsi subito. In campo si è visto anche Eros Vezi (2006), vanto del settore giovanile, ragazzo albanese convocato agli Europei Under 16. La serie D non snaturerà la filosofia del club. «Vogliamo mantenere la nostra mentalità - assicura Bonomi - valorizzando i giovani cresciuti nel club , inserendo opportuni rinforzi». Grazie alla Germani, da tempo Brescia è tornata nella grande pallacanestro, ma chissà che col tempo la città non si affezioni anche a questi scatenati ragazzi che fanno del basket  un divertimento. Molto ben giocato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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