Germani sotto terra, Ferrari mette distanza con Magro: «La squadra ha problemi»

Dopo la sconfitta contro Ulm in Eurocup, l'imprenditore avverte: «Sia responsabile delle scelte che ha voluto fare»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Mauro Ferrari e Alessandro Magro al PalaLeonessa - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Mauro Ferrari e Alessandro Magro al PalaLeonessa - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

«Ciascuno si assuma le proprie responsabilità. L’allenatore Alessandro Magro e il general manager Marco De Benedetto hanno preso delle scelte a inizio anno. Io non ho intenzione di allontanare nessuno da qui a fine stagione». Sono le parole di Mauro Ferrari, proprietario della Pallacanestro Brescia, raggiunto poco dopo la fine di Germani-Ulm 72-85, quarta sconfitta consecutiva dei biancoblù tra Eurocup e campionato.

Suonano come una conferma, ma suonano soltanto, perché sono in realtà cariche di amarezza, freddezza e distanza. «Entrambi si prenderanno in carico le conseguenze delle decisioni assunte, e lo faranno fino a fine stagione - prosegue l’imprenditore -. È evidente che la squadra ha dei problemi. Anche dal punto di vista atletico». Sotto la lente la gestione tecnica del club, a partire dalla campagna acquisti orientata verso la creazione di una rosa che potesse provare a reggere il doppio impegno.

La partita

Ferrari aveva lasciato il palazzetto a quattro minuti e 15 secondi dalla fine. Ulm stava cavalcando un parziale di 12-0. Magro era insolitamente muto in panchina. Cournooh aveva appena sparato una rimessa direttamente nella metà campo difensiva di Brescia. Il ko con Ulm è il quarto consecutivo in gare ufficiali e il secondo di fila in casa. L’85-72 permette alla squadra del Baden-Württemberg di ribaltare la differenza canestri maturata a favore di Brescia nella gara d’andata (+8). La Germani mantiene la settima posizione nella classifica del gruppo A, ma al momento ha una sola vittoria di vantaggio sulla zona che non permette l’accesso alla fase a eliminazione diretta. La partita col Cluj, in casa, dell’8 febbraio, rischia di essere uno spareggio (ma, lato Europa, in mezzo c’è pure la trasferta di Bourg il 31 gennaio).

I problemi

Ma le fonti di preoccupazione sono altre. In primo luogo, lo scollamento proprietà-staff. Quest’ultimo, a detta di Ferrari, resterà tale. Nessuno verrà allontanato. Ma se il progetto non convince chi lo finanzia il quadro è vicino all’essere compromesso. Quindi, ecco il problema numero due: la squadra stessa, almeno in campo, almeno quella vista contro Ulm, sembra non crederci. E allora la formazione arancionera torna a portare ondate d’inquietudine.

Come, per altro, da tradizione, se è vero come è vero che eliminò Brescia dall’Eurocup del 2018-2019 in una serata di burrasca e dichiarazioni forti, e se è vero come è vero che la vittoria nell’autunno del 2020 all’overtime non fu priva di tensioni (all’epoca c’era in panchina Vincenzo Esposito, e Brescia iniziava a entrare in spirale discendente).

Tutto si può dire della Germani di quest’anno, fin qui, fuorché che Moss e compagni non abbiano lottato. Anche nelle sconfitte più sgradevoli. Ieri, per la prima volta, il senso di smarrimento è stato evidente. Questo non significa che il progetto stesso sia da buttare. Né che chi lo guida sul campo o dietro alla scrivania (miglior coach della passata stagione, e miglior dirigente) non possieda gli strumenti per provare a uscirne. Ma la luce si fa sempre più fioca, e la prestazione di ieri è tutto fuorché incoraggiante. Il film della gara parla di una Germani avanti al 20’ sul 39-36. Il primo sorpasso degli ospiti è a 1’30’’ dalla fine del terzo quarto. La luce dei biancoblù si spegne in modo incredibilmente veloce. Nell’ultimo quarto piovono triple tedesche. Un parziale di 12-0 spegne ogni velleità di una squadra che getta via il pallone in attacco. Ryan Taylor non entra mai, nemmeno a gara compromessa. Magro, a un certo punto, assiste al match a corto di parole e verve. Cose che non gli sono mai mancate. Serve trovare il tasto reset, schiacciarlo, ricominciare.

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