Grazie a Mobio e Cournooh la Germani scopre l’abbondanza

Le particolari circostanze di Reggio Emilia in una prestazione più corale del solito
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Joseph Mobio in azione a Reggio Emilia - © M.Ceretti / Ciamillo-Castoria
Joseph Mobio in azione a Reggio Emilia - © M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

Quella strana, insolita sensazione di abbondanza. È un discorso per paradosso, certo. Eppure la Germani che, sabato, ha vinto al PalaBigi di Reggio Emilia (93-87), confermando il primato in classifica, ha dato questa idea.

La Pallacanestro Brescia veniva da oltre un mese di partite con rotazioni a otto, al netto di qualche ingresso mirato, per pochi secondi, di Ferrero. L’ultimo match con Massinburg - peraltro, in quell’occasione, out nel finale - risaliva al 2 novembre, a Trapani. Poi sono arrivati quattro successi consecutivi (con Olimpia Milano, Trieste, Napoli e Cremona) ottenuti dal nucleo storico. Quello della passata stagione, senza Dowe. A Reggio Emilia riecco l’esterno di Dallas, chiaramente «gestito» dal punto di vista del minutaggio, dato che era - appunto - di rientro da un insidioso infortunio muscolare. A questo si è aggiunto il fatto che, per il match del PalaBigi, Rivers non era al top. Risultato? Nello spot di ala piccola Brescia aveva due giocatori più o meno a mezzo servizio. Tra l’altro, contro una squadra affamata di vittoria e in un palazzetto piuttosto caldo.

Ne è uscita una delle gare più corali di questa stagione, fin qui. Massinburg è stato gestito, come si diceva. Per lui poco più di tredici minuti in campo. Discorso non tanto diverso per Rivers. Il trentenne (ha compiuto gli anni l’altroieri, il giorno dopo la partita) di Charleston, South Carolina, ha giocato 16 minuti e 10 secondi.

Canestri

Nessuno dei due, c’è da dire, è stato protagonista di una partita memorabile. Dal punto di vista offensivo, i due americani hanno portato in totale 4 punti, due a testa. Jumper dalla media a inizio terzo quarto per «Meech», liberi (guadagnati con scaltrezza) di CJ in chiusura di seconda frazione, giusto prima della pausa lunga. La scarsa vena - per ragioni simili e diverse - dei due, almeno dal punto di vista offensivo, non ha inciso sul risultato anche perché coach Matteo Cotelli ha trovato ottime risorse dalla panchina.

Preziosi

Parliamo del contributo di Cournooh e Mobio. Due giocatori che sanno dare molto, in termini di dinamismo, nella metà campo difensiva, e che hanno colpi pure in attacco. L’esterno di Villafranca (quasi 11 minuti e mezzo sul parquet emiliano), oltre al lavoro difensivo ha portato alla causa due canestri da tre punti di grande peso, perché arrivati in momenti delicati di una partita caratterizzata dall’incertezza, che la Germani ha dovuto vincere più volte.

David Cournooh al tiro, a Reggio Emilia - © M.Ceretti / Ciamillo-Castoria
David Cournooh al tiro, a Reggio Emilia - © M.Ceretti / Ciamillo-Castoria

Bravissimo pure Mobio, in campo poco meno di 11 minuti. L’ala bresciana d’adozione ha portato 5 punti e un recupero. Anche a questi due giocatori e al loro coinvolgimento non banale si deve quella «sensazione di abbondanza» di cui sopra. Si parla sempre per paradosso. Brescia non è e non vuole essere una squadra «lunga». Ma quando diventa ancora più corale, come a Reggio Emilia, sonda nuove, interessanti possibilità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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