Basket

Germani record nelle difficoltà: in nove gare su 15 almeno un assente

Roster corto per scelta e tanti infortuni: Brescia, però, non si è mai fatta intimorire
Massinburg e Della Valle - © NewReporter Checchi
Massinburg e Della Valle - © NewReporter Checchi
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La filosofia della Germani, negli ultimi due anni, è stata molto chiara: roster corto, gerarchie precise, tanti minuti ai giocatori «fulcro», ma pure ad alcuni elementi «scelti» che entrano dalla panchina (vedi Burnell e Dowe la scorsa stagione, e Burnell e Massinburg in questa).

La Pallacanestro Brescia ha chiuso il girone d’andata con 12 vittorie e tre sconfitte, pareggiando il record assoluto, stabilito proprio lo scorso anno. La classifica dice secondo posto. O, meglio, primato in coabitazione con la Virtus Bologna, che però ha dalla sua lo scontro diretto, ed è quindi prima.

Ma vale la pena ricordare che, stavolta, Brescia ha affrontato un girone d’andata in cui lo schema di cui si scriveva poco sopra è andato «in tilt» per via del fatto che il roster spesso non è stato al completo. In soldoni, in squadre con dodici possibili titolari un’assenza pesa relativamente poco. Per la Germani non avere un elemento è un problema serio.

Le assenze, in realtà, in questa eccezionale fase ascendente di regular season sono state quasi una regola. I biancoblù di Matteo Cotelli hanno giocato nove gare con almeno un uomo in meno (nel computo non inseriamo gli Under aggregati Santinon e Doneda, e il loro sostituto dalle giovanili Toure). Nelle altre sei l’organico era al completo, con un asterisco. Ossia la sfida del 2 novembre a Trapani, peraltro ormai totalmente espunta dalla Lega in seguito all’esclusione del campionato della Shark (del match non c’è più traccia nemmeno nel sito istituzionale). La rosa era al completo, ma nel finale Massinburg si era fermato per via di un problema muscolare (il secondo del suo inizio di stagione), e i biancoblù avevano perso di due punti avendo tra le mani il tiro della vittoria.

Nelle sei partite in cui la Pallacanestro Brescia è stata al completo sono maturate quattro vittorie e due sconfitte. Quella di Trapani, con il famoso asterisco, e quella di Bologna, contro la Virtus.

Sotto

Ben nove, invece, le gare giocate con almeno un’assenza. Situazioni d’emergenza in cui Della Valle e compagni si sono esaltati. Il record parla infatti di otto successi e un solo ko, quello a Sassari, contro la Dinamo, match per il quale Ndour (elemento tatticamente imprescindibile) era addirittura rimasto a casa, mentre Della Valle era in panchina solo a onor di firma.

Il nuovo arrivo, l’elemento di cambiamento rispetto al passato, sarebbe proprio Massinburg, che è rimasto out in sette partite su 15. Le assenze sono state dettate da guai muscolari, e per questo nelle otto partite disputate è spesso stato utilizzato a scarto ridotto. Senza di lui Brescia ha comunque vinto sette partite su sette. Lo ha fatto, nella fattispecie, basandosi sul «nucleo storico» dello scorso anno. E sullo spirito di sacrificio. Uno dei tanti valori aggiunti di questa squadra.

Il futuro è da scrivere. La formula smart è vincente, gli infortuni imprevedibili, e il monitoraggio del mercato non si ferma, anche se ormai Rossato si è accasato a Reggio Emilia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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