Prima la Facoltà di Chimica. Poi quella di Scienze Motorie. Infine... Walter De Raffaele, e l’inizio di una vita nel basket professionistico, proprio a fianco del coach labronico. Inizialmente a Livorno, poi a Reggio Calabria. «È la persona che mi ha offerto la prima possibilità nella pallacanestro e mi ha fatto smettere di frequentare l’università», afferma con un sorriso Alessandro Magro.
L’inizio della sua traiettoria sportiva è una delle tante chiavi di lettura di Reyer Venezia-Germani Brescia, in programma domani, domenica, al Taliercio, con palla a due alle 19, gara valida per la diciottesima giornata di serie A.
Il piatto è ricco. Magro, nella conferenza stampa di presentazione, ha voglia di raccontare la sfida in profondità. Il concetto principale è uno: non si può pensare che Brescia viaggi perennemente ai ritmi di queste ultime uscite, ma vincere ancora, stavolta in trasferta, darebbe ulteriore slancio e corpo a un percorso che diventa, domenica dopo domenica, sempre più interessante. «Vogliamo provare a spingere ancora - esordisce il coach toscano -. Contro Sassari, domenica scorsa, abbiamo vinto una gara che si è giocata possesso su possesso. Mesi fa l’avremmo persa. Adesso...». Insomma, un'ulteriore prova della raggiunta maturità della Pallacanestro Brescia edizione 2021-2022. «Il mio desiderio è trovare conferme anche lontano dal PalaLeonessa. Chiaramente, non sarà semplice. La Reyer ha talento, esperienza e desiderio di riscatto. Dai nostri avversari mi attendo una reazione d’orgoglio».
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Dietro a Olimpia Milano e Virtus Bologna non c’è una vera e propria «prima tra le normali». Brescia può aspirare a ricoprire quel ruolo? «Confermarci in trasferta darebbe sostanza a questa volontà. Sogniamo in grande, ma siamo realisti. E quel posto è aggredito pure da Trieste e Trento, che stanno dando solidità ai rispettivi cammini in campionato. Sassari è in ripresa. E sono certo che Venezia, in questo girone di ritorno, tornerà a far sentire la propria voce». La Reyer «ha cambiato molto, ha inserito Theodore, sta per lanciare Morgan. Non sappiamo se Daye sarà della partita. È una squadra difficile da studiare e da prevedere, ed è allenata da un grande coach. Come sempre, col mio staff cerco di immaginare le mosse dell’avversario, per poi metterlo in difficoltà. Dovremo cercare di colpire in transizione. E, naturalmente, non potremo prescindere dalla condivisione del pallone».



