Basket

Germani, la chiave potrebbe essere riscoprire la leggerezza

Ferrari chiede giustamente di «dimenticare l’anno scorso»: proprio dal passato, però, può arrivare un concetto utile
Da sinistra Giancarlo Ferrero, Demetre Rivers, Amedeo Della Valle e Nikola Ivanovic - Foto Brondi/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra Giancarlo Ferrero, Demetre Rivers, Amedeo Della Valle e Nikola Ivanovic - Foto Brondi/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
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Il tema emerso nell’immediato dopo partita tra Treviso e Germani di domenica al PalaVerde (rocambolesca e in parte fortunosa vittoria della Pallacanestro Brescia 102-100, dopo un supplementare) è in realtà il tema dei temi. Ricapitoliamo i fatti.

Ferrari e Cotelli

Subito dopo l’ultima sirena, Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, che aveva assistito alla gara a fianco di Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti, si è avvicinato alla zona stampa e ha chiesto venissero registrati alcuni suoi pensieri. La cosa è significativa, anche perché capita relativamente di rado. Il principale concetto espresso dall’uomo che incarna la proprietà del club è stato: se non si dimentica al più presto la passata stagione (ossia i fasti del campionato 2024-2025), si rischia di incappare in un’annata molto complicata.

  • Basket, gli scatti di Germani-Treviso
    Basket, gli scatti di Germani-Treviso - Foto Brondi/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
  • Basket, gli scatti di Germani-Treviso
    Basket, gli scatti di Germani-Treviso - Foto Brondi/Ciamillo-Castoria © www.giornaledibrescia.it
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Chiaro che si aspettava, come per altro era legittimo aspettarsi, tutt’altro tipo di partita. Non una in cui la Germani ha rischiato seriamente di perdere. Dal canto proprio Matteo Cotelli, in sala stampa, si è detto completamente d’accordo. Si può però aggiungere un concetto. «Saperlo» (la passata stagione è da dimenticare) è una cosa, incarnare in campo questa consapevolezza non è immediato.

Senza palla

Dal punto di vista tattico, intanto, ha colpito la difficoltà di Brescia in difesa, contro una formazione non priva di talento, eppure nemmeno irresistibile. Balzano agli occhi quei famosi 21 rimbalzi catturati dalla Nutribullet, che non schierava di certo cinque Dennis Rodman. Lo scorso anno – rieccoci coi paragoni, ma in alcuni casi possono comunque essere ancora utili – la fase di gioco senza palla era uno dei primi problemi da risolvere.

Poeta e il proprio staff (di cui faceva ovviamente parte anche l’attuale head coach Cotelli) erano stati in grado di migliorare una difesa potenzialmente deficitaria e trasformarla in una difesa magari non da Eurolega, ma anche capace di farti vincere qualche partita, diventando magari «di ferro» in quei quattro-cinque possessi chiave della partita. La sensazione è che, più o meno, l’attuale Germani stia faticando a riprendere dal punto al quale era arrivata.

Leggerezza

Che – probabilmente complice anche la condizione fisica – si debba fare una specie di ripasso. Senza ansia, con calma, lavorando giorno per giorno, come peraltro il gruppo sta facendo. E qui torna un altro concetto mutuabile dal 2024-2025. Ossia quella «tolerance», quella tolleranza, che Poeta aveva messo tra i capisaldi d’inizio stagione. Gli errori capitano, ed è meglio pensare con calma al possesso successivo senza farsi trascinare dall’ansia. Concetto, peraltro, ribadito dallo stesso Cotelli nell’analisi proposta circa il brutto terzo quarto del PalaVerde: «Ci siamo innervositi perché non riuscivamo a contrastare i loro esterni e siamo finiti col gestire con fretta alcuni possessi, perdendo palla».

Allora, forse, il modo per «fare come se la finale scudetto non fosse mai stata giocata», per così dire, è ripartire da quella leggerezza che aveva caratterizzato il 2024-2025. Che non era affatto sinonimo di atteggiamento molle né tanto meno di assenza di ambizione. Ma era quello stato mentale che permetteva di far germogliare ogni miglior caratteristica di ogni giocatore. Non ultima, quel «rifiuto della sconfitta» che, alla fine, ha salvato Brescia anche al PalaVerde.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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