Germani, Dowe è l’uomo in più e non solo dall’ultima gara

L’uomo copertina del roboante successo di Brescia su Venezia è Rivers, miglior realizzatore biancoblù con 19 punti, ma all’interno di una dinamica di squadra è stata la prestazione di Chris Dowe a permettere alla Germani di fermare la corsa dei lagunari. I numeri dell’esterno statunitense parlano di 14 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e 2 recuperi, ma – seppur di buon livello – non riescono a definire la dimensione della prova di Dowe.
Il trentatreenne, infatti, è entrato come spesso gli accade attorno al giro di boa del primo quarto, in un momento della gara in cui la Reyer sembrava padrona assoluta del campo, ed è subito riuscito a dare una scossa che ha rimesso in carreggiata la truppa di Poeta. Il nativo di Louisville, Kentucky, è stato il primo giocatore bresciano a impattare in maniera corretta su entrambi i lati del campo la fisicità veneta, fornendo così alla Germani la chiave per restare aggrappata alla partita.
Il contributo giusto

È l’apporto in uscita dalla panchina che ogni allenatore sogna, ma il veterano si è addirittura superato nel quarto periodo, indicando ai compagni la via per conquistare il successo.
Coach Poeta ha capito subito l’importanza di avere in campo l’americano e così lo ha cavalcato il più possibile. I 23 minuti d’impiego, infatti, rappresentano il massimo stagionale per Dowe, se escludiamo l’unica gara del campionato in cui è partito in quintetto per l’assenza di Ivanovic (a Trapani, lo scorso 23 marzo, 21 punti, 3 rimbalzi, 3 assist, nella gara persa 94-88) . La prestazione decisiva da parte dell’ex giocatore di Sassari e Tortona, però, non arriva per caso, ma è figlia di una scelta ben precisa della società.
Strategie
La filosofia alla base di questa stagione è stata piuttosto chiara fin dall’estate, e se da una parte le rotazioni più corte del solito possono aver tolto qualcosa, dall’altra hanno dato grande fiducia agli interpreti designati. Un fattore ulteriormente enfatizzato dalla scelta di non intervenire sul mercato nonostante qualche intoppo nella gestione dell’infortunio alla caviglia di Ndour. Chiaramente questa decisione ha avuto un costo in termini di energie profuse e di qualche punto lasciato per strada, ma ha anche permesso allo staff biancoblù di sviluppare appieno, ad esempio, il potenziale di Dowe.
A dare una mano, in questo senso, ha pensato anche il destino, con l’assenza per febbre di Ivanovic a Trapani, che ha costretto lo statunitense a una prova quasi eroica. Nell’occasione, Brescia aveva sfiorato l’impresa.
Il prodotto di Bellarmine University, che aveva vissuto una stagione di alti e bassi fino alla Coppa Italia, dando ogni tanto l’impressione di fare fatica a trovare la propria giusta collocazione all’interno dello scacchiere bresciano, ora sembra aver cambiato decisamente passo. Tutti segnali che non sono sfuggiti allo staff biancoblù, tanto che coach Poeta ha cominciato a utilizzare il quintetto piccolo anche nei finali di gara. Non a caso è accaduto in un ciclo di partite da... play off a primavera. L’impego della combo Usa, infatti, è decisamente cresciuto dopo la Final Eight. In cinque delle sei gare disputate è stato utilizzato oltre i 20 minuti, dopo le sole tre nelle precedenti 19.
Cresciuta anche la media, che è passata dai 17.4 minuti delle prime 19 giornate ai 22.3 delle ultime sei. Chris Dowe rappresenta quindi l’uomo in più della Germani e la sua crescita all’interno della stagione dimostra ancora una volta quanto la fiducia e la pazienza possano fare la differenza, a questo livello.
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