Verso Germani-Bologna, Giancarlo Ferrero: «Servirà equilibrio»

L’ala piccola ieri a Teletutto sulla partitissima di lunedì: «Siamo sereni: la Virtus non avrà Pajola, ma hanno tante armi»
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Giancarlo Ferrero e CJ Massinburg - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Giancarlo Ferrero e CJ Massinburg - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

Anche se Giancarlo Ferrero aveva e ha qualità cestistica, un Everest di esperienza e un K2 di sensibilità, l’estate 2024 poteva essere il momento dell’addio al basket giocato. Tra l’altro, al termine di una stagione conclusa con la promozione in serie A con la maglia di Trieste. Poi arriva la chiamata di Peppe Poeta e Mauro Ferrari. Arriva la stagione con la Germani che diviene vicecampione d’Italia che tutti conosciamo. Arriva la richiesta di restare un altro anno. Quello attualmente in corso. Salvo sorprese, l’ultimo da giocatore per Giancarlo Ferrero, ala piccola, 38 anni il prossimo agosto, che interpreta il ruolo di decimo in una Pallacanestro Brescia che «quando va bene» (ossia, senza infortuni) ruota a nove giocatori.

Lo show di Della Valle

Ieri il piemontese era ospite a Teletutto, per Basket Time. Di banale, dalla sua bocca, è raro che esca qualcosa. Ed è giusto partire dall’impresa di Milano contro l’Olimpia di domenica scorsa. Dal finale di gara incredibile di Amedeo Della Valle. «Mi ha fatto mettere le mani nei capelli – afferma Ferrero –. Mi ha fatto emozionare. Mi ha fatto divertire. Non è un segreto: non è solo un conterraneo (entrambi sono della provincia di Cuneo, ndr), non è solo il mio capitano e non è solo un compagno. Posso dire che questi tiri pesanti, queste triple da lontano, non sono estemporanee. Le allena in settimana».

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Occhi sul club

Ferrero ha una carriera sufficientemente lunga per aver visto Brescia crescere come piazza, prima di arrivarci dentro. «Da fuori ne percepivi la solidità – racconta –. Riconoscevi l’identità. Da dentro vedi tutto meglio e capisci quanto queste qualità siano radicate, forti, caratterizzanti. La Germani, in questo momento, nel mondo del basket italiano è un punto di riferimento. Il tutto pur restando un progetto particolare, che sceglie un roster corto e di non partecipare alle Coppe nonostante da alcuni anni sia ai vertici del nostro campionato».

Il big match

Lunedì, alle 20, la Germani affronta la Virtus Bologna. È la rivincita della finale scudetto dello scorso anno. È la sfida contro l’attuale diretta inseguitrice (i bolognesi sono a -2). «Noi siamo la capolista, chiaramente è il big match della giornata – prosegue Ferrero –. Ai nostri avversari mancherà Pajola, ma hanno tante armi. Dovremo davvero cercare di essere noi stessi, specie alla luce del successo a Milano. E dovremo affrontare questa partita con equilibrio».

Il futuro

Che accadrà dopo la fine di questa stagione? Ferrero, da alcune stagioni, nei ritagli di tempo mette a frutto la propria doppia laurea in Economia e si cimenta con consulenze finanziarie. In questo momento è comunque difficile immaginare una Brescia senza di lui. Non in campo. Probabilmente non con un ruolo codificato come quello di vice o di dirigente. Ma la Germani, come anche questo anno sta dimostrando, trae chiari vantaggi dalla sua presenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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