Buscaglia: «Legato a Brescia ma avevo capito sarebbe finita»

Allenatore gentiluomo. Probabilmente, l’allenatore giusto nel momento sbagliato. O, semplicemente, nel momento più difficile. Quello della «falsa partenza» del progetto Pallacanestro Brescia, poi decollato quest’anno. Dopodomani, sabato, la Germani ritrova Maurizio Buscaglia, che lo scorso anno allenò i biancoblù dall’inizio di dicembre fino a fine stagione. Fu salvezza. Ma, «pur senza voler fare la pallacanestro dei se e dei ma, con un paio di partite girate meglio avremmo disputato i play off». Da metà marzo Buscaglia guida Napoli. È subentrato a Sacripanti.
L'impatto sulla GeVi di Buscaglia
La Gevi, inoltre, è una colonia di ex giocatori di Brescia. Da febbraio è la nuova casa di Luca Vitali, già bandiera all’ombra del Cidneo. Ma ci sono pure Andrea Zerini, Eric Lombardi e Leonardo Totè.Dopo il ko di Casale Monferrato, contro Tortona, la GeVi di Buscaglia ha vinto due gare di fila, in casa contro Brindisi e a Treviso. La zona play off disterebbe solo un paio di punti. «Restiamo con la testa bassa - ammonisce però il coach -. Abbiamo raddrizzato un po’ i binari, tutto qui. Dobbiamo traghettare la nave in porto». Il progetto napoletano su Buscaglia sfocia nella prossima stagione, ma la condizione è - appunto - la permanenza in serie A. L’annata del tecnico umbro era in realtà iniziata in Israele, all’Hapoel Holon. In autunno le strade di coach e club si erano divise, con la squadra che aveva passato il turno in Champions e in campionato era seconda. «Per me resta un bel percorso - afferma -. La fine di quell’esperienza è più legata a questioni ambientali, di contesto, e alle reazioni viste di fronte a certe sconfitte». Sulla panchina dell’Hapoel, tra l’altro, Buscaglia aveva vinto (due volte) contro Brindisi in Champions. Alla guida di Napoli, ha fatto tris. Il tecnico prosegue inoltre il proprio lavoro in veste di ct dell’Olanda, Nazionale alla guida della quale ha sfidato l’Italia lo scorso 30 novembre al Forum di Assago per le qualificazioni ai Mondiali (vittoria azzurra per 75-73). «Avendo anche la Russia nel girone - commenta l’allenatore - stiamo a vedere quali saranno gli sviluppi a livello di decisioni globali».La partita
Tornando a Napoli, Buscaglia si dice felice della possibilità di lavorare ancora con Vitali. Per quanto le concezioni di pallacanestro dell’uno e dell’altro non fossero del tutto sovrapponibili, già lo scorso anno si era creato un rapporto di stima reciproca. «Mi conosce, sa cosa voglio. E, in qualche modo, con lui sono ripartito da quanto fatto lo scorso anno a Brescia - commenta il coach -. In queste partite ci sta dando una mano concreta». Che il destino di Buscaglia non sarebbe stato sulla panchina della Germani era nell’aria già dalla primavera, con la squadra in piena lotta salvezza, e - proprio in quel frangente - in crisi di risultati. Buscaglia, oggi, è andato oltre. «Resto connesso con Brescia - afferma - anche se si sapeva come sarebbe andata. Il mio più grande dispiacere è stato non avere avuto un contatto diretto con un tifo che reputo fantastico. Con il pubblico, sono certo, avremmo vinto qualche partita in più». E quindi, oltre ai mesi delle battaglie, alla salvezza e a qualche rimpianto per dei ko evitabili (con Brindisi, Treviso...), Buscaglia porta con sé «le mie passeggiate per Brescia, un lavoro comunque ben organizzato dal club, nonostante i tempi di tamponi e bolle, e i tanti messaggi ricevuti quando ho accettato la sfida di Napoli». Mentre oggi la Germani «è una squadra ben costruita e che gioca davvero bene», non spetta a nessuno immaginare se sabato l’allenatore gentiluomo voglia una piccola rivincita personale. Ma di certo non disdegnerebbe un regalo, visto che si giocherà nel giorno del suo cinquantatreesimo compleanno.
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