SuperG, Franzoni: «Tutto per un settore, così fa un po’ male»

Arrabbiato no, deluso un po’ sì, affamato sicuramente. Se così non fosse, Giovanni Franzoni non si sarebbe presentato all’intervista post gara al parterre della pista Stelvio pronunciando queste parole: «Il bilancio dopo le gare veloci? Sono competitivo e ho un argento, ma prima dell’Olimpiade non avrei firmato per avere una sola medaglia». La dice lunga sulle aspettative che il polivalente di Manerba del Garda riponeva in un superG che lo vede tra i migliori, ma non così veloce da salire nuovamente sul podio.
Franzoni, è un po’ arrabbiato per questo sesto posto?
«Arrabbiarsi non ha senso, bisogna essere oggettivi. Sono contento di come ho affrontato la gara perché ero nervoso. Sono partito a tutta, per tre intermedi su quattro ero in linea con Von Allmen, se non davanti. È un peccato perché un solo intermedio è bastato per prendere così tanto distacco: sei decimi, ne ho solo tre e mezzo dal podio, fa un po’ male».
Da cosa dipendeva l’essere più nervoso?
«Dal fatto che in superG bisogna fare tutto giusto al primo colpo, il non dover sbagliare e spingere comunque al massimo. Le gare sono così, o si vince o si perde, ma bisogna sempre imparare. L’obiettivo è farlo ulteriormente per raccogliere sempre di più: avrei voluto la medaglia, sarebbe stato il coronamento di una stagione incredibile, ma avendola fatta in discesa significa che un miglioramento c’è stato. Essere davanti agli altri a giocarsela mi fa piacere».
Anche la pista ha avuto un ruolo: non c’era il ghiaccio di lunedì, giusto?
«In queste condizioni sapevo di non essere il favorito, è bastato restare un po’ troppo sugli spigoli per essere meno veloce. L’obiettivo adesso è evolvermi come atleta ed essere competitivo in tutte le situazioni»
Cos’ha detto a Von Allmen?
«Che ha fatto una settimana da leggenda, tre ori alle prime Olimpiadi. Se lo merita perché è un bravissimo ragazzo. Ha qualche chilo in più, ma ha doti innate di scorrevolezza. È stato d’ispirazione per me in questi anni, ma sto cercando di imparare ancor di più dalla sua sciata. A quel punto sarò competitivo in tutti i tipi di pista».
Però ha un fisico diverso rispetto a Von Allmen…
«Ho preso tanti chili negli ultimi anni per fare discesa libera, sono entrato in Coppa del Mondo che ne pesavo 78 e quest’estate sono arrivato a 91. Ma non posso prenderne altri se voglio fare anche il gigante».
Quando manca proprio il gigante ha comunque una medaglia olimpica. Le sarebbe bastata prima dell’inizio?
«Non lo so. Dopo Kitzbühel una medaglia in discesa la volevo, la firma l’avrei messa per una stagione così. Però dopo i risultati ottenuti altri podi sarebbero stati a portata di mano, forse la firma su una sola non l’avrei messa. Però sono molto contento della medaglia in discesa, del mio comportamento a queste Olimpiadi, di come ho retto la pressione e di come sto sciando. La performance è la chiave di tutto».
Cosa le consegnano finora questi Giochi?
«Sto sciando bene, sono in fiducia. Adesso credo che anche nelle prossime gare potrò raccogliere qualcosa».
Con che spirito affronterà il gigante?
«Sarò molto più libero di testa perché oggettivamente non me la gioco come in velocità. Cercherò di dare il massimo per vedere a che livello sono anche per il futuro, quando potrò partire con pista più liscia. Quindi assoluta sfrontatezza e spingere al massimo».
Oramai però è un personaggio a tutto tondo. Se la invitassero a Sanremo, accetterebbe?
«Da qui ad arrivare sul palco dell’Ariston la vedo lunga. Non so nemmeno quand’è il Festival, ma se non è in conflitto con i nostri impegni perché no, sarebbe bello».
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