Provaci ancora Jacobs: il bis d’oro in staffetta è un affare da leggende

Un posto nella storia dello sport, Marcell Jacobs già ce l’ha. I titoli dei 100 metri e della 4x100 vinti tre anni fa a Tokyo lo hanno inserito negli annali con un posto d’eccezione, ma proprio la staffetta potrebbe consentire al desenzanese di fare un ulteriore step, entrando in un circolo ancora più elitario. Sono solamente sette, nella storia dei Giochi, gli atleti che sono riusciti a conquistare almeno due medaglie d’oro nella staffetta veloce.
Unico
A dire il vero, c’è un atleta che ne ha vinti addirittura tre di ori nella 4x100. Si tratta dello statunitense Frank Wykoff che nel periodo tra le due Guerre partecipò sempre al quartetto a stelle e strisce capace di imporsi (con annesso record del mondo) ad Amsterdam 1928, Los Angeles 1932 e Berlino 1936.
In pista la tripletta riuscì anche a Usain Bolt con la Giamaica tra Pechino 2008, Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016. Tuttavia il primo dei tre ori fu revocato nel 2017 e assegnato a Trinidad&Tobago per la squalifica per doping dello staffettista Nesta Carter. Bolt resta comunque da doppietta (e come lui il compagno di nazionale Yohan Blake, presente in Gran Bretagna e in Brasil) e insieme a lui anche Carl Lewis, primo con gli Usa a Los Angeles 1984 e Barcellona 1992 nella staffetta.
Così come per la gara dei 100, anche per la staffetta sono questi i modelli a cui si ispira Marcell Jacobs, perché un altro titolo olimpico darebbe un alone leggendario alla sua già scintillante carriera da sprinter. Bolt e Lewis sono due veri miti dell’atletica, senza nulla togliere agli statunitensi Loren Murchinson (Anversa 1920 e Parigi 1924) ed Harrison Dillard (Londra 1948 ed Helsinki 1952) e al sovietico Vladimir Muravev (Mosca 1980 e Seul 1988), gli altri tre capaci del bis d’oro con il quartetto veloce.
Ricorsi
L’impresa è ardua, ma Marcell Jacobs da quell’agosto di tre anni fa a Tokyo ha dimostrato che, in questa era, nulla è impossibile per l’atletica azzurra. Non corre da solo, ma è chiaro che le fortune dell’Italia dipendono da lui, anche visto il 9’’85 di domenica. Basti ricordare il flop degli Europei di Monaco 2022, quando diede forfait per infortunio e gli azzurri uscirono in batteria. O anche i Mondiali di Budapest 2023, quando pure fuori forma trascinò l’Italia all’argento in 37’’62 alle spalle degli Stati Uniti in 37’’38, 12 centesimi meglio del tempo che consentì agli azzurri di salire sull’Olimpo a Tokyo.
Condizioni
Ieri mattina era anche in programma una risonanza dopo il crampo avvertito nella finale dei 100, ma il fatto che non vi siano comunicazioni significa che l’esame potrebbe anche non essere stato fatto e che in ogni caso Marcell Jacobs pare a posto, visto anche la serenità con cui si è mostrato sui social in questi giorni.
Attende domani, giorno della batteria di qualificazione, anche il camuno Roberto Rigali, che lunedì ha raggiunto Parigi da Linate e si è aggregato alla squadra nel villaggio olimpico. La composizione del quartetto non è stata ancora comunicata, Rigali parte da riserva di Melluzzo al lancio anche se, per il primo turno, un’incognita è data dalla finale dei 200 metri (a cui Filippo Tortu ambisce) programmata proprio nella serata del giorno che si apre con le qualifiche della staffetta.
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