Gli atleti olimpici da Mattarella: presenti anche sei bresciani

La squadra è stata ricevuta dal presidente della Repubblica per la consegna del tricolore in vista delle Olimpiadi di Parigi
Mario Nicoliello
La Nazionale di Atletica da Mattarella
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La Nazionale di Atletica da Mattarella

Una bandiera da onorare, un inno da far risuonare, un popolo da rappresentare. Con orgoglio e passione, cuore e muscoli, perché i Giochi olimpici e paralimpici saranno una vetrina unica. Molti degli atleti che rappresenteranno l’Italia a Parigi sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei giardini del Quirinale, dove il Capo dello Stato ha consegnato a Gianmarco Tamberi e Arianna Errigo il vessillo olimpico e a Luca Mazzone e Ambra Sabatini il tricolore paralimpico.

Emozioni indimenticabili per chi c’era, perché è in questi momenti che si avverte il forte senso di unità nazionale e di rappresentanza del proprio Paese. Come ha detto Gimbo Tamberi nel suo discorso, gli atleti più che esecutori di una prestazione tecnica sono «ambasciatori di valori», vanno quindi seguiti e giudicati «per la dedizione, il coraggio e la perseveranza».

In platea erano presenti anche sei bresciani. A cominciare dal capofila Marcell Jacobs, il cui trionfo di Tokyo nei 100 metri è ovviamente finito nel video introduttivo che ha lanciato la giornata, dopo che la banda Interforze aveva eseguito il Canto degli italiani. Fresco dell’oro nella 4x100 europea raccolto all’Olimpico, Roberto Rigali è stanco ma felice: «Non ho corso la finale, ma sono comunque salito sul podio e mi sono emozionato con l’oro sul petto e l’inno in sottofondo. Posso dire di essere campione d’Europa, dopo che fino all’anno scorso ero un dilettante. Ora l’obiettivo sarà rientrare nel gruppo degli staffettisti a Parigi».

Il canoista Giovanni De Gennaro è alla terza cerimonia della bandiera in carriera: «Stavolta mi sento preparato per azzannare il metallo pesante nel k1 e in più avrò anche il cross come seconda opportunità». Carica a mille anche la judoka Alice Bellandi: «Nella finale mondiale sono svenuta, ma mi sono ripresa immediatamente. È normale subire uno strangolamento nel nostro sport. Ai Giochi penso ogni giorno e sarò pronta sia per la prova individuale, che a squadre».

La più emozionata del lotto è la ginnasta Angela Andreoli: «Sto lavorando tanto per essere scelta, ma sarà il ct Casella a decidere». È curioso che i quattro si siano conosciuti tra di loro soltanto ieri. Più in là, nel gruppo dei velisti, c’è anche Bruno Festo: «Il 470 è una delle barche più lente, su cui contano la tecnica e la tattica. Peccato che gareggiando a Marsiglia non vivrò nel villaggio a Parigi». Una lacuna da colmare con la medaglia. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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