È iniziato ieri pomeriggio al centro sportivo San Filippo di Brescia, casa della Forza e Costanza, l’Ezio Gamba camp di judo che vede circa 500 partecipanti provenienti da tutta Italia ma anche dall’estero. Sono infatti presenti delegazioni di Kazakistan, Russa, Belgio, Svezia, Stati Uniti, Giappone.
Maestri d’eccezione

I corsisti saranno guidati fino a domenica 26 da tre autorità nel campo dello judo: Ezio Gamba naturalmente, oro a Mosca nel 1980 e argento a Los Angeles nel 1984, allenatore della nazionale italiana dal 1988 al 2004, poi responsabile della federazione judo africana e infine dal 2009 responsabile tecnico della federazione russa, compito che assolve fino a poche stagioni fa. Gli altri insegnanti d’eccezione sono la russa ma residente negli Stati Uniti Natalia Kuzjutina bronzo olimpico a Rio 2016 e il giapponese Go Tsunoda uno dei migliori maestri al mondo in quest’arte marziale.
Il sogno di Ezio
Il camp è stato fortemente voluto dal bresciano Ezio Gamba forte dell’amicizia che lo lega all’ex judoka Giorgio Majorana presidente della Forza e Costanza, e rappresenta una grande opportunità di crescita per atleti e tecnici. «È il secondo anno che organizziamo questo appuntamento internazionale. Questi camp rappresentano un prezioso momento di confronto». È uno dei primi appuntamenti organizzati quest’anno dalla Forza e Costanza che si appresta a celebrare i suoi 140 anni. Il sodalizio sportivo, nato a fine Ottocento, è partito principalmente con la ginnastica poi si è dedicato ad altri sport e negli ultimi 40 anni, anche grazie a Ezio Gamba, lo judo è diventato uno dei fiori all’occhiello.
Le motivazioni
Incuriositi da questo movimento sportivo abbiamo fatto a Gamba la fatidica domanda: perché un giovane dovrebbe praticare judo?
«Perché si cresce divertendosi, si impara a non temere il contatto fisico – dice lo judoka olimpionico – nei più giovani è importante perché insegna la coordinazione dei movimenti, la padronanza del proprio corpo ed è rivolto a tutti grazie alle categorie di peso che impediscono confronti impari. E poi c’è sempre una versione agonistica e una più amatoriale».
I giovani risorsa per il futuro

Quanto è importante investire sui giovani? «Decisivo, direi, oltre vent’anni fa – rivela Gamba – rassegnai le dimissioni da allenatore della nazionale perché la federazione non credeva in questo strumento di scouting. Allo stesso modo nel 2024 mi dimisi dalla Federazione russa perchè ambivo a diventare presidente nazionale della Fijlkam (la federazione che unisce le arti marziali ndr.) proprio per realizzare situazioni come questo camp. Purtroppo il mio messaggio non è stato capito. Io credo che il judo in Italia abbia molte potenzialità di sviluppo, oggi siamo 60mila tesserati, ma possiamo arrivare a 300mila. L’ho sperimentato in Russia dove c’erano 100mila praticanti quando sono arrivato, oggi è stata raggiunta la quota di 400mila. Senza situazioni come questa non avremmo avuto nel Bresciano la crescita di mio figlio e talenti come Alice Bellandi». L’Ezio Gamba camp è uno primo tassello di un percorso tutto da costruire.




