Honda Dn-01, tecnica sofisticata

La modernissima due ruote giapponese monta un cambio automatico-sequenziale.

La linea avveniristica della Honda DN-01 non è la sola caratteristica saliente di questo modello che dal 2008 sta incontrando grandi favori, seppure in una nicchia di mercato cui guarda un pubblico molto raffinato e amante della tecnologia all'ultima evoluzione. Honda ha propo-sto con la DN-01 una nuova filosofia di guida e di piacere della marcia grazie all'adozione di un cambio automatico (non un variatore continuo come quello presente sugli scooter), oggi solo appannaggio di questa giapponese e dell'italiana Aprilia Mana.

Esperimenti e realizzazioni in questo senso non sono nuovi e varrà la pena ricordare - parliamo degli anni Settanta - la bicilindrica Guzzi dotata di un cambio automatico a due marce (progettato da Lino Tonti) e, ancora dal Giappone, l'Honda Four 750 e, sempre della Honda, la bicilindrica 400 (anche questa non è mai stata importata in Italia), equipaggiate appunto con un cambio di tal fatta.

La DN-01 rappresenta un taglio netto con il passato e non solo dal punto di vista estetico: il bicilindrico a "V" di 680 centimetri cubici (di derivazione Transalp e Deauville) offre la consueta tecnologia motoristica moderna: raffreddamento a liquido, quattro valvole per cilindro comandate da un singolo albero a cammes in testa, iniezione elettronica, trasmissione cardanica; in più, e qui è la vera novità, un cambio automatico che si può trasformare - con la semplice pressione di un tasto al manubrio - in un cambio sequenziale.

La facilità e la souplesse nella guida sono caratteristiche positive che nella DN-01 aumentano, e di molto, il comfort di marcia per un nuovo piacere di guida che apre orizzonti nuovi nell'uso di una motocicletta sia in ambito urbano sia per la classica gita fuoriporta.

La DN-01 è equipaggiata di una ciclistica di prim'ordine con l'impianto frenante dotato del sistema Cbs (frenata combinata) abbinato al sistema Abs per una piena sicurezza su ogni tipo di fondo stradale; il lungo passo di questo modello non in-fluisce minimamente sulla maneggevolezza, facilitata da un baricentro molto basso e da sospensioni molto a punto.

Tanta tecnologia oggi si paga ancora: i quasi 11.000 euro richiesti per la DN-01 non sono certo una quotazione contenuta.

Luca Scarpat

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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