Ginnastica artistica, Casella: «Formerò gli allenatori della nazionale»

La svolta del direttore tecnico plurimedagliato: «È stata una mia richiesta»
Erika Veschini
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Un nuovo ruolo per Casella

Il terremoto che ieri ha scosso il mondo della ginnastica ritmica azzurra, con l’immediato allontanamento della direttrice tecnica Emanuela Maccarani annunciato dal neo presidente della Federazione Andrea Facci, non tocca la sezione dell’artistica, che da anni porta lustro e trofei all’Italia sotto la salda guida di Enrico Casella.

Il tecnico bresciano manterrà infatti il ruolo chiave di direttore tecnico della Nazionale femminile, ma si concentrerà più sulla formazione degli allenatori che sull’allenamento in palestra. Una svolta quasi epocale per Casella che in decenni d’attività ha forgiato le stelle più splendenti della ginnastica azzurra con Vanessa Ferrari e Alice D’Amato come gemme più preziose.

«Più tecnici e meno ginnaste» sintetizza Casella. Ma non si tratta di una scelta e di un cambio rotta patito o subito dal plurimediagliato allenatore che anzi spiega come i cambiamenti annunciati ieri durante il consiglio federale dal neo presidente Facci fossero stati «già decisi e condivisi prima delle Olimpiadi di Parigi, peraltro su mia richiesta. Dopo oltre cinquant’anni passati quotidianamente in palestra, ho il desiderio di potermi muovere di più e trasmettere la mia esperienza ai tecnici che lavorano su tutto il territorio».

L’obiettivo è creare, in vista dei prossimi quadrienni olimpici, una vera e propria scuola della ginnastica italiana, che vada oltre le capacità del singolo. «Per questo viaggerò per effettuare controlli tecnici sul lavoro degli altri allenatori, sapendo che comunque all’Accademia di Brescia le atlete continueranno ad essere ottimamente seguite da Marco Campodonico».

Fra un anno, o poco più, sarà pronto il nuovo centro per la preparazione olimpica in costruzione nel quartiere di San Polino. Un polo d’eccellenza che richiamerà a Brescia ginnaste e allenatori da tutto il mondo. «Mi occuperò di seguire i rapporti e gli scambi internazionali che il nuovo centro favorirà. Oggi purtroppo gli spazi ristretti dell’Accademia non consentono di rispondere a tante richieste che ci arrivano, ma non vedo l’ora di poterle accogliere tutte» chiosa Casella. Sessantotto anni e non sentirli rilanciando con una nuova e intrigante sfida.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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