Europei pallanuoto, a portare l’Italia in semifinale è una calottina An

Il gol del 13-10 arriva quando al suono della sirena mancano pochi secondi, e tutto è ormai deciso. Ad accompagnare il pallone in porta è la calottina dell’An Filippo Ferrero. È proprio lui l’emblema di questa nuova Nazionale Italiana che finalmente ritrova il cuore dando importanza allo spirito di gruppo e non alle individualità. Solo così, con una prestazione da squadra, l’Italia batte – nell’ultimo match del secondo girone degli Europei di Belgrado – la Croazia e conquista la semifinale.
C’è di tutto in quegli abbracci e nei sorrisi finali fra gli azzurri: c’è un gruppo che si è costruito in pochi mesi, un gruppo che ha lavorato tanto per provare a far dimenticare le figuracce fatte dal “vecchio” Settebello nelle competizioni precedenti.
Adesso i giganti
Ora davanti c’è un gigante da spostare per arrivare a vivere il sogno della finale. Gli azzurri, infatti, domani (venerdì 23 gennaio, ndr) dovranno vedersela con i padroni di casa della Serbia (orari ancora da definire ma probabilmente si giocherà alle 20.30). L’arena sarà una bolgia, non sarà facile tener testa ai campioni olimpici in carica, ma la sicurezza – per quanto visto fino ad ora – è che il Settebello ci proverà. Ieri non c’è perfezione né per gli italiani né per i croati: l’Italia fatica a finalizzare in superiorità numerica (2/10 le superiorità totali messe a segno), ma incassa solo un gol a uomini pari e questo significa grande attenzione in difesa. La Croazia sfrutta al massimo i suoi tiratori, la loro stazza fisica, ma si stanca e arriva affaticata all’ultima frazione di gioco.
A segno i giocatori bresciani
Durante il match vanno a segno tutti i giocatori bresciani: Ferrero ne fa 4, mentre Alesiani, Del Basso, Dolce, Balzarini e Gianazza uno a testa. Grande prestazione del portiere Marco Del Lungo che entra subito bene in partita con due parate importanti nei primi minuti del primo tempo e mantiene il livello fino alla fine.
«È stata una partita pazzesca – dice a fine match il ct Sandro Campagna –. Quando abbiamo cominciato questo percorso, la preparazione a questa competizione ero sicuro che questo gruppo sarebbe arrivato fino qui. Ed ero sicuro perché hanno dato sempre il 110% in ogni allenamento. Ora abbiamo ancora un’altra enorme opportunità contro una squadra fortissima. Sarà un’altra esperienza forte e costruttiva».
Se fra Italia e Serbia i pronostici pesano tutti sui campioni olimpici, l’altra semifinale, quella fra Grecia e Ungheria – almeno su carta – si pronostica più equilibrata. La certezza è che l’Italia è tornata ad essere dove la storia, e le prestazioni, l’hanno sempre messa: fra le quattro migliori d’Europa.
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