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«Emozioni sul filo dei centesimi»

Paolo Vaccari · Ex rugbista
Seguo tutte le discipline e lo faccio con passione
Marcell Jacobs nei 100 metri alle Olimpiadi di Parigi 2024 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Marcell Jacobs nei 100 metri alle Olimpiadi di Parigi 2024 - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Da sportivo non posso che seguire con grande passione le gare olimpiche che in questi giorni si disputano a Parigi. Prestazioni e risultati che mi provocano diversi tipi di emozione: guardo la ginnastica artistica, quella ritmica, e mi entusiasmo nel vedere che cosa può fare il corpo di un atleta preparato e concentrato su un gesto che è l’espressione massima delle capacità umane.

Ma seguo, ovviamente, anche gli sport di squadra e le gare di atletica e mi interrogo sul significato della sconfitta. Come puoi definirla tale, quando, come nel caso di Jacobs, è frutto di un distacco minimo, sei centesimi (sei centesimi!) dal vincitore? Sei centesimi per decretare la differenza tra niente e la medaglia d’oro!

Da rugbista sono stato tante volte dalla parte dei battuti e qualche volta, certo, anche da quella dei vincitori: sono sensazioni che non si possono descrivere. Perché lo sport resta fondamentalmente un fatto di chi lo pratica. Chiunque può osservalo, capirlo, analizzarlo, ma non lo vivrà mai fino in fondo come chi lo ha vissuto sul campo, o in pista, nel bene o nel male.

Io non ho avuto l’opportunità di partecipare alle Olimpiadi, il Rugby Seven all’epoca non era ancora stato inserito nel programma dei cinque cerchi. Ho però preso parte ai Giochi del Mediterraneo: una meravigliosa sensazione di appartenenza collettiva. Sport e discipline diverse senza frontiere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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