Nel cortile del castello la festa per la Coppa Campioni di atletica è gustosa come la Paella de marisco, qui servita esclusivamente a pranzo. Così, quando le ragazze della Diputación Valencia Club Atletismo sollevano al cielo bollente il massimo trofeo continentale per società, la nobiltà dell’atletica europea brinda alle neo campionesse col bianco di Merseguera, e accomodata al tavolo delle grandi c’è anche l’Atletica Brescia 1950, quinta e felice al termine della prima recita internazionale della sua storia.
Orgoglio
Le Leonesse hanno ruggito pure nella Costa dell’Azahar, sospinte dal vento dolce del Mediterraneo e dal profumo degli agrumeti, aroma di un’atmosfera già estiva. In due giorni di grandi gare, il sodalizio cittadino ha compreso di poter stare con diritto sul palcoscenico d’oltre confine, ma per meritarsi il bis tra dodici mesi dovrà portare a termine la missione sull’italico suolo, difendendo lo scudetto tra quattro settimane a Rieti.
Competere contro squadroni zeppi di atlete top era impresa improba, eppure le bresciane senza demordere hanno accettato la sfida a tutto tondo. Le valenciane (222 punti) e le portoghesi dello Sporting Lisbona (217) hanno fatto gara a parte, vincendo insieme 15 delle 20 prove. Sul terzo gradino si sono accomodate le padrone di casa del Playas de Castellon con 193 punti, tre e mezzo in più rispetto alle turche dell’Enka Instanbul, quarte.
Con 162,5 punti l’Atletica Brescia 1950 ha presidiato la quinta posizione, distanziando nettamente le altre: le seste, le olandesi del Vughste sono a oltre 30 lunghezze. Brescia è la prima squadra tra i club che potremmo definire normali: Sporting, Playas e Enka hanno occupato il podio anche in campo maschile.
L’immagine

Quella simbolica della domenica è l’abbraccio dopo il traguardo tra le staffettiste della 4x400. Silvia Meletto, Alexandra Almici, Sophia Favalli e Anna Polinari sono scese in pista quando il quinto posto era già consolidato e impossibile da migliorare. Eppure hanno corso come se in palio ci fosse la coppa, dando il massimo e concludendo al secondo posto in 3’34”10. Eccezionale l’ultima frazione lanciata di Polinari, cronometrata manualmente in 50”6: la veneta ha risposto a distanza al guizzo delle altre quattrocentiste azzurre sabato a Bruxelles.

L’ulteriore conferma nella seconda giornata è firmata da Gloria Hooper, che al secondo posto sui 100 metri ha aggiunto pure quello sui 200 in 23”15 ventoso. Per brillare, il team – sotto la direzione tecnica di Alessandra Melchionda – si è affidato alle sue big e le stelle non hanno tradito. La loro professionalità è stata un esempio per le altre, che nel mezzogiorno di fuoco in salsa valenciana non si sono fatte rosolare dal sole caliente, bensì hanno portato preziosi punti alla causa: quinte Giulia Zanne nei 5000 e Veronica Crida nel lungo (anche ottava nei 100 ostacoli), sesta Sofia Coppari nel peso, settima Agata Gremi nel martello, ottave Sofia Giobelli nei 1500 e Camilla De Paoli nell’alto.
Esperienza da ricordare, perché l’orto della Champions è sempre florido, anche quando la coppa non ha le grandi orecchie.


