An, l’esordio di Gritti a soli 15 anni: per il golden boy «è solo l’inizio»

È venerdì 13 marzo. Manca un minuto alla fine della partita. Non è un match qualunque: in acqua l’An Brescia si sta giocando il secondo posto con la diretta concorrente Savona. Il risultato è ormai consolidato per le calottine bresciane, ma coach Sandro Bovo ha un sogno da realizzare. Non è il suo, ma quello di Cesare Gritti, bresciano, 15 anni, aggregato alla prima squadra per sostituire numericamente lo squalificato Alessandro Balzarini.
La piscina di Mompiano è quasi sold-out e quando Gritti, chiamato da Bovo, si alza dalla panchina per buttarsi in acqua e fare il proprio esordio ufficiale in serie A1 il pubblico esplode con urla di incitamento e applausi.
Dicono di lui
«Mi ha sorpreso molto il tifo che ha avuto – ha commentato coach Bovo – , evidentemente è molto apprezzato dai suoi compagni, che gli hanno riservato un tributo significativo. Sapevo che Gritti fosse un esempio di serietà, abnegazione e spirito di sacrificio. I suoi allenatori me lo hanno sempre detto, ma un riscontro così bello da parte dei suoi compagni non me lo aspettavo, non è da tutti».
Gritti, da quest’anno tesserato An Brescia (in precedenza era Waterpolo) gioca nelle categorie Allievi e Juniores ed è allenato da coach Enrico Oliva. «Cesare è educato, sempre positivo, un leader per i suoi compagni. È il capitano che tutti dovrebbero avere – ha affermato lo stesso Oliva –. Sono in quattro fratelli e tutti giocano da noi a pallanuoto. L’esordio è stato soprattutto un premio per tutto l’impegno, per la dedizione e per l’atteggiamento con cui affronta non solo le partite, ma ogni allenamento. Non mi stupisce che i suoi compagni fossero lì per lui: lo riconoscono come esempio e lo rispettano molto».
Il pensiero del giovanissimo
Insomma Cesare - che ha solo 15 anni (i 16 li compirà il 6 ottobre), frequenta il liceo Calini in città (con ottimi risultati) e non ha mai saltato un allenamento o una partita - ha esaudito un grande desiderio: «Era proprio il mio sogno e lo è ancora oggi – ha affermato Gritti –. Ho esordito, ma la strada è ancora molto lunga. È stata un’emozione unica, anche vedere tutti i miei compagni che mi supportavano. Non l’avevo detto a nessuno, e vederli lì a sostenermi mi ha toccato molto. Anche i miei genitori erano molto emozionati. Ora non mi pongo limiti, senza bruciare le tappe, lavorerò ancora duramente per arrivare più in alto possibile».
Gritti è la testimonianza di come il progetto del settore giovanile dell’An sta proseguendo sulla giusta strada. «Come ricordiamo sempre – ha concluso Bovo, che è allenatore della prima squadra, ma anche direttore sportivo – per noi l’obiettivo non è vincere i campionati giovanili, ma da una parte dare la possibilità a tutti, anche quelli meno ambiziosi, di giocare a pallanuoto, e dall’altra poter offrire possibilità di esperienza di alto livello grazie alla Waterpolo Brescia, a quelli più talentuosi».
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