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An Brescia, notte di grandi sogni: battere Recco vale lo scudetto

Francesca Marmaglio
Dopo il successo in gara-1 stasera a Sori, con inizio alle 21.15, la squadra di Sandro Bovo ha il match ball
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Pallanuoto, lo scudetto si gioca a Sori
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Una situazione così, negli ultimi 10 anni, non si era mai verificata. Anche nell’anno della vittoria dell’ultimo scudetto, quello della stagione ’20-’21: l’An era arrivata seconda in regular season e si era guadagnata il successo finale battendo la Pro Recco, alla meglio delle cinque gare, imponendosi una volta in trasferta e due a Mompiano. Quella squadra però era davvero una delle più forti – se non la più forte – costruita dalla società bresciana in tutta la sua storia. E già quella volta, malgrado i nomi eccellenti, i favoriti del pronostico erano per i liguri.

La cosa non è cambiata nemmeno ora, dopo tre anni: Recco resta la candidata principale per il successo. Ad essere molto diverso, però, è il gruppo con il quale Brescia è riuscita a conquistare una finale senza eguali: una squadra giovane, con elementi alla prima esperienza, ma cresciuti velocemente durante l’anno.

Quello che succederà questa sera, alle 21.15 alla piscina di Sori, ha già comunque dell’eccezionale. Recco dovrà vincere gara-2 della finale scudetto per portare la serie fino alla «bella» (che si giocherebbe a Mompiano martedì 20 alle 21.15) visto che l’An ha già vinto gara-1 e ha il match ball a sua disposizione, oltre al sostegno di una cinquantina di tifosi attesi stasera in Liguria.

Il momento

«Abbiamo giocato con grande spirito gara-1, poi ogni partita è diversa - dice coach Sandro Bovo - alla vittoria della prima partita non ci pensiamo più da tempo. La cosa importante sarà entrare con lo stesso spirito con cui siamo partiti nel match di Mompiano, con l’idea di dare il massimo, di difendere forte, di aiutarci. Match difficilissimo, lo sappiamo, ma come era difficilissima anche gara-1. Con Recco tutte le partite sono così. Soprattutto in queste sfide l’aspetto mentale è tutto: noi dobbiamo dare tutto, non pensare al risultato, ci gireremo alla fine verso il tabellone e vedremo cosa sarà successo».

Rispetto a gara-1 Recco avrà ancora più pressione, pur arrivando al match dopo la bella e larga vittoria ottenuta in Serbia contro il Radnicki nella partita d’andata della finale di EuroCup. Il successo ha sicuramente caricato i liguri riconsegnando loro quella consapevolezza che forse stavano un po’ perdendo.

«Anche noi siamo stati sotto stress in questi giorni – dice Vincenzo Dolce – è una finale scudetto, sono partite che si caricano da sole, non c’è bisogno di stimoli esterni. Sarà bellissimo. Salteranno i tatticismi, in queste sfide da dentro o fuori si vince con le giocate individuali, con l’uno contro uno. Mi aspetto una partita fisica, gioco duro, che ci sta, è una finale scudetto. Sappiamo bene come la metteranno, ma ci siamo allenati per questo: d’altronde per vincere dei trofei devi passare da questo tipo di incontri».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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