Lo si vede sempre più spesso sui social, corre, salta, esegue comandi, sembra instancabile e intelligentissimo. Video che mostrano tutta la sua bellezza e le sue capacità e che, inevitabilmente, fanno nascere il desiderio di averne uno. Il problema è che dietro quei video c’è un cane che richiede tempo, conoscenza, educazione e soprattutto una persona capace di gestirlo. È il pastore belga Malinois, una razza che negli ultimi tempi sembra essere diventata una vera e propria moda e mentre cresce il numero di persone che lo desiderano, aumentano anche le storie di cani trovati abbandonati o costretti a vivere in condizioni inaccettabili.
Da Torino a Genova, passando per il Veronese, sono diversi i casi emersi negli ultimi mesi. A Torino sei cuccioli di Malinois e la loro mamma sono stati trovati all’interno di uno stabile abbandonato, tra rifiuti e materassi sporchi. A Genova un giovane Malinois è stato recuperato dalla Polizia Locale in evidente stato di malnutrizione dopo essere stato abbandonato. Nel Veronese, invece, un cucciolo di appena cinque mesi viveva confinato giorno e notte su un piccolo balcone. Storie diverse, ma tutte con lo stesso finale: un cane che ha avuto bisogno dell’intervento di qualcuno per essere salvato.

A Brescia
«Vanno di moda sui social, ci sono tanti video e ora li vogliono in molti». A dirlo è Flavio Fisogni, presidente di Atar Brescia, che proprio partendo da questa crescente popolarità ha deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei Malinois. «Il problema è che molte persone scelgono il cane senza conoscere davvero le sue caratteristiche e il rischio è che quello che sembrava il cane perfetto si trasformi, una volta arrivato a casa, in un impegno che il proprietario non sa o non vuole affrontare».
Come ci spiega il presidente di Atar: «Il Malinois ha una grande energia, ha bisogno di essere stimolato, educato e coinvolto, non è sufficiente avere un giardino e non basta portarlo fuori qualche volta. È un cane che chiede presenza e competenza». Per questo la questione non riguarda soltanto chi decide di acquistare un Malinois, riguarda il modo in cui scegliamo un animale, perché un cane non può essere scelto sulla base di quello che vediamo in un video o perché in quel momento è la razza che va di moda. E l’emergenza non è soltanto lontana da noi, i casi arrivati da diverse città italiane raccontano un fenomeno che merita attenzione anche a Brescia, dove Atar ha scelto di intervenire con una campagna che vuole soprattutto invitare a fermarsi prima di fare una scelta. Informarsi sulla razza, capire quali sono le sue esigenze, chiedersi se si ha davvero il tempo e la capacità di occuparsene.
Prima di portare a casa un cane, insomma, bisognerebbe chiedersi non quanto ci piace, ma se siamo in grado di garantirgli la vita di cui ha bisogno, perché la moda passa, un cane resta.



