Non è più soltanto l’estate il periodo nero degli abbandoni, a lanciare l’allarme è Flavio Fisogni, presidente di Atar Brescia, che racconta una situazione sempre più critica sul territorio cittadino e provinciale.
«Non parliamo più del classico abbandono estivo – spiega – oggi gli animali vengono lasciati ovunque e in qualsiasi periodo dell’anno. Sempre più spesso vengono semplicemente “piazzati” in strada, ignorati, senza microchip e senza che nessuno li reclami». I numeri delle ultime settimane preoccupano.
Quindici nuovi casi
Solo nell’ultimo mese Atar ha preso in carico una quindicina di cani dal canile sanitario: «Una situazione che non si vedeva da anni – continua a raccontare il presidente – cuccioli, adulti, anziani: l’età non fa differenza, scegliamo sempre ì casi più delicati o urgenti».
Tra le storie più drammatiche c’è quella di un cane recuperato tre giorni fa dopo essere stato aggredito in strada da un altro cane: ha perso un occhio. «È stato trovato dolorante, spaventato, completamente solo – racconta Fisogni – quando arrivano da noi spesso non hanno nemmeno un nome, ma portano addosso i segni di quello che hanno vissuto».
Solo nelle ultime ore i volontari hanno dovuto affrontare altri interventi urgenti, non solo abbandoni di cani ma anche tantissimi gattini. «L’emergenza riguarda anche i gatti, riceviamo telefonate ogni giorno da persone che trovano micini appena nati o appena svezzati abbandonati nei cortili, lungo le strade o vicino ai cassonetti – continua il presidente di Atar – sono immagini che fanno male perché dietro ad ogni animale c’è una sofferenza enorme, ma anche una responsabilità umana».
Episodi che si aggiungono a quello della lupa nera legata per tutta la notte a un palo in città, una vicenda diventata virale anche sui social: la cagnolina, terrorizzata e immobile per ore, è stata recuperata dopo la segnalazione di alcuni cittadini. «La Polizia locale ha già sporto denuncia per abbandono e presto arriverà da noi – spiega Flavio Fisogni– è assurdo pensare che qualcuno possa lasciare un animale così, come fosse un oggetto da dimenticare».
Chi ha trovato casa
Alcuni animali recuperati dal sanitario hanno già trovato casa, come Carlotta, cagnolina di 16 anni trovata vagante e già affidata a una nuova famiglia. «La sua storia dimostra che anche un cane anziano può avere una seconda possibilità».

Ma il problema resta enorme e le richieste di aiuto aumentano ogni settimana, per questo Atar lancia un nuovo appello alle famiglie bresciane: adottare, oggi più che mai, significa fare la differenza (e per farlo è possibile contattare Atar Brescia). Tra gli animali in cerca di casa ci sono quattro cuccioli di appena tre mesi, trovati soli a Brescia. Probabilmente fino a pochi giorni fa vivevano insieme alla madre e improvvisamente si sono ritrovati senza nulla, quando i volontari si avvicinano si stringono uno all’altro, come per cercare protezione. Hanno ancora quello sguardo innocente dei cuccioli che non riescono a capire il male ricevuto. Giocano, si rincorrono, cercano continuamente una carezza e si addormentano abbracciati, saranno una futura taglia media e hanno bisogno di crescere in una casa, non dentro un box.

Poi ci sono Gilda e Noemi, due meticce di circa sette anni, abbandonate insieme in provincia di Brescia. Due compagne inseparabili che hanno condiviso tutto: probabilmente una vita intera, e poi anche l’abbandono.
Sono cagnoline calme, educate, abituate al contatto umano. Quando qualcuno entra nel loro recinto non saltano addosso né abbaiano disperatamente: si avvicinano lentamente, con una dolcezza quasi disarmante, appoggiando il muso alle mani dei volontari. Sembrano chiedere soltanto di non essere dimenticate ancora.

C’è poi Lancillotto, appena nove mesi, un cane ancora cucciolo, pieno di energia e voglia di vivere, ma che ha già conosciuto il rifiuto. Appena vede qualcuno si mette in piedi e scodinzola senza fermarsi, nella speranza che quella persona si fermi proprio per lui. Cerca il contatto umano in continuazione, segue i volontari ovunque e ogni volta che il cancello si apre sembra sperare che sia arrivato finalmente il suo momento. «È impossibile non affezionarsi a lui – raccontano – ha l’entusiasmo di un cane che nonostante tutto riesce ancora a fidarsi».

E poi ci sono Luna e Missy, due giovani segugi di circa due anni, considerate “scarti” del mondo venatorio. Due cani abituati probabilmente a essere valutati solo per la loro utilità e poi lasciati indietro. All’inizio sono timide, osservano da lontano, ma basta poco perché inizino a sciogliersi. Una voce calma, una carezza, un gesto gentile: in pochi minuti cercano il contatto e mostrano tutta la loro dolcezza. «Sono cani meravigliosi – dice il Presidente dell’Atar – ma purtroppo i segugi vengono ancora troppo spesso abbandonati quando non servono più».
Ogni box oggi racconta una storia diversa, ma tutte hanno un punto in comune: la solitudine: «molti pensano che l’abbandono sia solo quello in autostrada d’estate – conclude Flavio – in realtà oggi succede ogni giorno, anche in città, anche sotto casa nostra, per questo chiediamo alle persone di non voltarsi dall’altra parte. Adottare salva una vita, ma anche condividere un appello o segnalare una situazione può fare la differenza». E mentre le richieste di aiuto continuano ad arrivare senza sosta, i volontari di Atar proseguono il loro lavoro quotidiano tra recuperi, cure veterinarie e adozioni, con una speranza semplice: che almeno per alcuni di questi animali il prossimo cancello che si aprirà sia quello di una casa.



