Iseo, la sua popolazione e il suo turismo, sono stati gli elementi esaminati dal piano di emergenza sulla frana di Tavernola presentato giovedì dal geologo Fabio Fenaroli al Consiglio comunale. «Il fenomeno è tutt’ora in atto, ma la situazione rimane di preallerta - ha spiegato il tecnico -: di nuovo si può dire che il distacco della frana si potrà prevedere 36 ore prima. Quindi ci sarà, o ci sarebbe, tutto il tempo per preparare e allertare la macchina organizzativa». Certo la differenza sta nel quando il materiale di due milioni di metri cubi potrebbe staccarsi dal Monte Saresano, se in un periodo invernale, con poche presenze turistiche o estivo, se durante la notte o il giorno.
Tutte queste misure sono indispensabili per dormire «sonni tranquilli» dal momento che nulla è ancora scongiurato. È vero che i movimenti sono attualmente di tre millimetri al giorno, nulla a che vedere con i due centimetri al giorno di fine febbraio scorso, però il materiale incombe sul lago. I fondi per la progettazione della messa in sicurezza sono già stati stanziati dalla Regione. Mancano però i finanziamenti governativi promessi per passare alla realizzazione.
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