Un film già visto. E già giudicato. Che torna sugli schermi bresciani dieci anni dopo. Con al centro della pellicola, la Shalom, comunità di recupero per tossicodipendenti con sede a Palazzolo. Sul tavolo del sostituto procuratore Jacopo Berardi è arrivato un nuovo esposto per presunti maltrattamenti sugli ospiti.
Un caso che torna sotto i riflettori dopo l’inchiesta giornalistica firmata da Fanpage e trasmessa dalla trasmissione di La7 Piazza Pulita che ha
denunciato il presunto metodo violento utilizzato nella gestione quotidiana degli ospiti. Lo ha fatto attraverso i video registrati da una giornalista che si è infiltrata nella comunità come volontaria e la riproposizione di alcuni filmati dei carabinieri datati 2013 e già giudicati dal tribunale. E ancora una volta nel mirino finisce
suor Rosalina Ravasio, responsabile della Shalom, già processata e assolta nel 2018 per fatti fotocopia rispetto a quelli emersi dalla video inchiesta. Mentre il Pd presenta un’interrogazione parlamentare al Ministero della Salute attraverso il capogruppo in commissione Affari Sociali, Marco Furfaro, che chiede «di fare chiarezza», suor Rosalina Ravasio si difende sui social. Attaccando. Rigetta punto per punto ogni accusa, annuncia la volontà di costituire una class action «a difesa della comunità e a tutela delle migliaia di genitori e famiglie dei nostri ragazzi e ragazze».