Stupore e rabbia. Stupore per la tempestività del blitz delle forze dell’ordine e per il massiccio impiego di uomini e mezzi. Rabbia per essere stati bloccati quando il piano doveva iniziare. Tanto che alcuni dei 13 che venerdì erano all’interno del capannone di Cazzago San Martino pronti a partire per l’assalto al deposito di denaro di Calcinato, hanno reagito malissimo davanti ai militari.
La rezione e il silenzio
Hanno stracciato gli atti di indagine e i decreti di perquisizione, voltando le spalle agli uomini in divisa. Poi solo silenzio. Certo, considerando che avevano a disposizione un arsenale, poteva andare decisamente peggio. Ma per loro è stato impossibile anche solo ipotizzare di imbracciare le armi che avevano già cariche perché in un attimo si sono trovati addosso gli uomini del Nocs, le forze speciali che facendo esplodere granate hanno fatto irruzione in quello che gli inquirenti considerano il covo della banda, composta da foggiani e calabresi, tra chi arrivava dal sud e chi invece risiede ormai da anni nella nostra provincia.




