Scuola

Ufficio scolastico territoriale, la nuova dirigente sarà Filomena Bianco

Sara Centenari
Arriverà in aprile da Cremona e sostituirà Giuseppe Bonelli. Le stanno a cuore le pari opportunità
Filomena Bianco prenderà il posto di Giuseppe Bonelli © www.giornaledibrescia.it
Filomena Bianco prenderà il posto di Giuseppe Bonelli © www.giornaledibrescia.it
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Sarà una dirigente che ha avuto incarichi ispettivi ed esperienza in progetti e docenze sulla «gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali» a succedere - dal primo aprile - al dirigente dell’Ust di Brescia Giuseppe Bonelli (che dopo sei intensi anni di lavoro, contraddistinti anche dall’attenta gestione del lungo periodo pandemico, è ora all’Ufficio scolastico regionale e alla guida di quello di Como). Il nome è quello di Filomena Bianco, attuale dirigente dell’Ust di Cremona, cui è affidata anche la reggenza di Mantova.

La scelta

In queste settimane in molti avevano scommesso sulle ottime candidature dei presidi di alcuni tra i più conosciuti licei di città e provincia - tra le quali quelle di Elena Lazzari all’«Arnaldo», Marco Tarolli al «Calini» ed Ersilia Conte al «Levi» di Sarezzo -, ma da un’analisi attenta dei giochi possibili, per la guida dell’ufficio deputato a governare il settore dell’istruzione in una provincia tanto vasta e complessa quale quella bresciana, emergevano altre ipotesi plausibili. Ad esempio quella che Milano puntasse tutto su un profilo che avesse già abbracciato, appunto, compiti ispettivi (con maggiori chance di primeggiare per titoli) e avesse già ricevuto incarichi dirigenziali in uffici regionali.

Chi è

Veniamo dunque alla carriera di Filomena Bianco, palermitana, classe 1968: dirigente tecnico dell’Usr siciliano, laureata in Pedagogia, è stata preside di alcuni comprensivi e si è insediata all’Ust di Cremona nel gennaio 2022, con la prima intervista in loco rilasciata sotto la mascherina, visto che perduravano le restrizioni sanitarie. Reggente a Mantova da circa un anno, in precedenza aveva ricoperto il ruolo a Ragusa.

Professore a contratto di Diritto scolastico e di Laboratorio di progettazione educativa nella sede di Partinico della Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium di Roma, nonché di Docimologia alla Lumsa di Palermo, è stata docente del master, per dirigenti e docenti, di «Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali» all’Università di Enna «Kore». E poi docente di alcuni laboratori su «Diritto scolastico e inclusione linguistica» su temi come cittadinanza globale, migrazione, radicalizzazione all’Università di Catania e del «Progetto Mazara Lab».

La Bianco è anche membro dell’Istituto Euro Arabo di Mazara del Vallo ed è stata promotrice e firmataria di un accordo internazionale sull’educazione interculturale e multilinguistica, con la Scuola Tunisina di Mazara del Vallo e l’unità operativa di Palermo del Cnr.

In occasione del suo insediamento a Cremona due anni fa aveva motivato la scelta spiegando di aver già percorso «tutti i sentieri professionali sperimentabili per le mie aspettative in Sicilia, dall’insegnamento di storia e filosofia allo scientifico al concorso nel 2004 per dirigente. Sono stata preside per 10 anni, ispettore ministeriale - ossia dirigente tecnico -, “provveditore” di Ragusa per due anni, poi alla direzione generale dell’Usr Sicilia».

Trasloco

Papà musicista, la Bianco ha studiato a sua volta musica: il «trasporto nella città di Mina e Stradivari era stato automatico!», aveva detto nel gennaio 2022: il trasloco di una cinquantina di chilometri la porta dunque in una provincia che ha dato i natali ad altri personaggi di tutto rispetto, da Gasparo da Salò ad Arturo Benedetti Michelangeli.

A dicembre Filomena Bianco aveva firmato il «Patto educativo di comunità» promosso dal Comune di Mantova, che coinvolge gli istituti statali, quelli paritari e il Centro provinciale per l'istruzione degli adulti. «Ciascuno è animato da buone intenzioni, ma procede in ordine sparso - le parole della nuova dirigente in quell’occasione -: questo patto convoglia gli sforzi nella stessa direzione, senza disperdere fondi ed energie. E questo significa considerare la scuola un bene della comunità e dare concretezza a concetti, che a volte sono solo sulla carta, come diritto allo studio, pari opportunità, inclusione». 

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