Scuola

A Giffoni trionfa «I Was», corto contro la violenza di genere

Dalla sceneggiatura alle riprese, studenti di Montichiari protagonisti di un percorso educativo
Giulia Bonardi
Ha vinto a Giffoni il concorso Legalità in corto-Montichiari
Ha vinto a Giffoni il concorso Legalità in corto-Montichiari

«I Was» ha trionfato al concorso «Legalità in corto», ottenendo il primo posto dell’edizione 2026: il cortometraggio degli studenti di Montichiari, dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza di genere, è stato premiato a Giffoni, distinguendosi a livello nazionale.

La decisione è stata di una giuria popolare composta da 36 studenti partecipanti a «Legalità in corto», affiancata da una giuria tecnica di esperti presieduta da Jacopo Gubitosi, direttore artistico del Giffoni Film Festival. Nel corso della cerimonia è stato inoltre assegnato il premio per la migliore interpretazione a Monalisa Pavel, studentessa della scuola media di Montichiari.

Il progetto

Il lavoro, che era stato presentato in anteprima al Gardaforum di Montichiari, è il frutto del noto progetto di Educazione alla legalità, sicurezza e giustizia sociale ideato dal giudice onorario Sante Massimo Lamonaca, che da tanti anni fa tappa nelle scuole monteclarensi, patrocinato dal Comune, dalla Bcc Garda e da diverse aziende locali. Ha coinvolto molti studenti dell’Istituto superiore Don Milani e degli Istituti comprensivi 1 e 2, oltre agli attori delle compagnie teatrali Cafè di Piöcc e Rapoceldone.

Diretto dal regista Luca Moltisanti e realizzato con la collaborazione delle sceneggiatrici Rossella Corrado e Fenisia Tomada, come sempre ha visto gli studenti protagonisti delle varie fasi di produzione: non solo come attori, ma anche come ideatori, sceneggiatori, registi, editor e operatori di ripresa.

La trama

L’idea che muove la trama è nata dalla studentessa Keida Tafani: sono narrate quattro drammatiche esperienze di violenza di genere, ambientate tra le mura domestiche o nelle relazioni personali. Storie accomunate da un triste destino, ma anche da silenzi, sensi di colpa, paura, vergogna, quelle emozioni che spesso frenano le richieste di aiuto.

A fare da filo conduttore è lo sguardo di una ragazza, capace di immaginare un’alternativa possibile, di salvezza e libertà. Educare i giovani al riconoscimento precoce della violenza, promuovere la cultura del rispetto e del consenso, contrastando stereotipi e colpevolizzazioni, favorire il dialogo tra ragazzi, famiglie, istituzioni e comunità, facendo conoscere gli strumenti di supporto come il numero antiviolenza 1522 e il gesto internazionale «Signal for Help» sono stati gli obiettivi del progetto. «I Was» è presente sul canale YouTube di «Legalità in corto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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