Scuola Audiofonetica al convegno Cei: focus su inclusione e formazione

Per il secondo anno consecutivo, la Scuola Audiofonetica è stata invitata a partecipare al Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana in collaborazione con le Diocesi di Bergamo e Brescia, dal titolo «NOI, comunità e progetto di vita».
L’iniziativa
Tre giorni di lavori, in programma a Bergamo dal 19 al 21 marzo, che hanno coinvolto decine di relatori ed esperti per riflessioni e momenti di confronto sul tema. Nell’ambito del Convegno sono stati organizzati percorsi tematici sul territorio per permettere ai partecipanti di sperimentare i diversi contesti e le realtà più interessanti della zona.
Una delegazione di circa sessanta partecipanti ha raggiunto quindi la Scuola Audiofonetica per visitarne gli spazi e approfondirne la metodologia educativa e la didattica. Presso la Scuola Audiofonetica si è tenuta la tavola rotonda «Connessioni Generative: tra Formazione e Lavoro per costruire Comunità», moderata da Padre Domenico Fidanza.
Didattica inclusiva
L’intervento della Scuola Audiofonetica, che quest’anno accoglie dal nido alla secondaria di I grado 589 studenti di cui 56 sordi e 27 con altre disabilità, ha voluto raccontare un’esperienza educativa in cui la pedagogia inclusiva si traduce in pratiche concrete e moderne, capaci di valorizzare ogni studente nella sua unicità. Attraverso un approccio attento alla persona e alle sue modalità di apprendimento, l’Audiofonetica è un esempio di come innovazione e cura educativa possano convivere ogni giorno, trasformando la didattica in uno spazio accessibile, partecipato e generativo di opportunità.

Insieme alla Direttrice della Scuola Audiofonetica Anna Paterlini, sono intervenuti anche alcuni rappresentanti delle realtà del Gruppo Foppa che hanno analizzato gli strumenti utili a rafforzare il legame tra persone, competenze e territorio. Dal valore delle relazioni generative, dentro e fuori la comunità educante, al ruolo dell’Accademia SantaGiulia come spazio dinamico in cui si intrecciano arte, didattica e creatività, fino all’importanza della filiera professionalizzante e degli ITS come opportunità concrete e accessibili: al centro, il mondo della formazione, leva strategica per costruire impresa e comunità.
Il commento
«Non siamo di fronte a un modello teorico, ma a una realtà concreta che interpella e provoca», ha commentato Padre Domenico Fidanza, responsabile del servizio per le persone con disabilità della Diocesi di Brescia, a margine del dialogo del pomeriggio.
«Il noi si costruisce così, attraverso luoghi in cui formazione, cultura e lavoro si intrecciano in modo autentico, dando vita a comunità che includono, riconoscono e fanno crescere ogni persona. La sfida è che queste esperienze non restino isolate, ma diventino sempre più diffuse, fino a generare un cambiamento culturale capace di trasformare il nostro modo di essere comunità».
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