Scuola

ParenHive, il software solidale che aiuta i genitori a trovare i libri usati

Paolo Ducoli ha creato una piattaforma per incrociare domande e offerte attingendo direttamente dai registri ministeriali. Un'iniziativa civica senza pubblicità né tracciamento dei dati personali
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Caccia al libro di testo © www.giornaledibrescia.it
Caccia al libro di testo © www.giornaledibrescia.it

L’anno scolastico è ormai in archivio e, anche se i debiti di coloro che hanno il giudizio sospeso sono ancora da sanare, la testa è già alla prima campanella. Molti istituti scolastici, infatti, stanno iniziando a pubblicare gli elenchi dei libri di testo adottati. Nell’era del digitale gli avvisi appuntati sulle bacheche scolastiche sono poco utilizzati, così come i maxi mercatini stanno via via sparendo perché molto impegnativi da gestire. Solo pochi resistono. Resistono alcuni negozi e i contatti si stringono attraverso i post sui social.

Ecco che un genitore con il pallino per la tecnologia, Paolo Ducoli, 60 anni, bresciano e da qualche tempo di casa a Travagliato, ha pensato di creare – in maniera completamente gratuita – una app, ParenHive, per scambiare i libri. Basta un telefono. E i dati personali non sono richiesti.

Come nasce questo suo progetto?

Faccio parte del Comitato genitori del liceo Leonardo di Brescia e mi sono accorto che sarebbe stato utile uno strumento per governare la comunicazione: le chat di classe su WhatsApp sono caotiche, mescolano tutto in un unico flusso, espongono il numero di telefono di chiunque, non lasciano uno storico a chi arriva dopo e ogni anno si riparte da zero con un gruppo nuovo. ParenHive nasce per sostituirle con spazi organizzati (li chiamo «Hive», alveari) con canali tematici, annunci.

Nasce quindi dall'esperienza quotidiana di genitore e dalla frustrazione per come le famiglie sono costrette a organizzarsi oggi. Con il tempo il progetto si è evoluto, provandolo con i primi genitori ho capito che la funzione con il valore più immediato non era tanto la comunicazione, quanto il mercatino dei libri scolastici usati.

Uno dei mercatini dei libri usati © www.giornaledibrescia.it
Uno dei mercatini dei libri usati © www.giornaledibrescia.it

È uno strumento solo bresciano?

No, nazionale. Sul sito del Ministero da giugno in poi vengono pubblicati i libri adottati, circa tre milioni e mezzo di testi, da 60mila scuole. Attingo da lì le informazioni e, attraverso diversi aggiornamenti, li inserisco nella sezione dedicata di ParenHive.

È stato un lavoro impegnativo?

La prima versione è del novembre scorso. Lavoro da 40 anni nel mondo della progettazione dei software in ambito bancario. Non mi occupo di sviluppo, ma la mia esperienza mi ha agevolato.

Che prospettive ha?

Pensavo di farne un business, ma ho presto abbandonato l’idea perché volevo essere libero di promuoverla senza che questo minasse la mia credibilità. Ho l’ambizione che sia utilizzata il più possibile in tutta Italia. Chi vuole può sostenerci con un contributo libero e volontario, ma nulla è a pagamento. È una scelta «civica».

Quanto costa il mantenimento?

La piattaforma gira su pochi servizi in abbonamento: il database, 25 euro al mese, l'hosting, 20 euro al mese, l'invio delle email, 5 euro al mese. In tutto circa 60 euro al mese, intorno ai 700 euro l'anno di sola infrastruttura senza ovviamente contare il mio lavoro. Con la crescita degli utenti e i costi accessori possono salire verso i 1.500-2.500 euro l'anno che per ora li copro io.

Ci sono altri servizi oltre allo scambio libri?

C’è la possibilità anche di prendere contatti per ripetizioni e baby sitting.

Come funziona?

Per farmi capire meglio la chiamo app, ma in realtà è una Pwa, cioè un sito web che si comporta come un’applicazione nativa. La prima volta che la si apre si installa e diventa un’icona sul telefono. Non chiede recapiti telefonici o dati personali, non ci sono pubblicità o affiliazioni. L’utente attiva le notifiche e pubblica le ricerche o le offerte. Da lì può scattare un match e chi offre e chi cerca comunicano direttamente senza che la app ne sappia più nulla.

Quindi non c’è una statistica sui match?

Esatto, so solo quante ricerche si fanno e gli utenti registrati. Mi interessa solo che i genitori si incontrino per scambiare libri.

Ricordi il dominio.

Basta digitare sul motore di ricerca parenhive.com.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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