Le buste sono state aperte alle 8.30 e subito le tracce sono trapelate. Il primo nome: Cesare Pavese. E poi via con le altre. I ragazzi e le ragazze del 2026 (tra cui c’è anche il cantante bresciano Blanco) hanno sei ore di tempo per affrontare la prima prova dell’esame di Maturità, che è uguale per tutti gli indirizzi scolastici: italiano.
Le tracce
Per quanto riguarda l’analisi e l’interpretazione dei testi letterari italiani, gli studenti e le studentesse hanno trovato Cesare Pavese con la poesia «Passerò per piazza di Spagna» e Vitaliano Brancati con «I piaceri». Gli altri temi – argomentativi e di attualità – riguardano Mario Calabresi e il coraggio di rialzarsi, la Costituente, i confini dell’età adulta e «Scrivere per farsi capire».
Nello specifico, tra le tracce argomentative compare un brano di Piero Bianucci tratto da «Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire». Il testo riflette sul rapporto tra scienza, creatività e comunicazione, ricordando come molte grandi scoperte siano nate da intuizioni inattese o da osservazioni casuali. Tra gli esempi citati figurano i raggi X di Röntgen, la teoria della relatività di Einstein e la scoperta della penicillina da parte di Fleming.
La traccia sui confini propone invece un estratto del sociologo Frank Furedi dal volume «I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere». Il brano prende spunto dal concetto di «adultescenti» e ragiona sul confine sempre più sfumato tra adolescenza ed età adulta, interrogandosi sul significato della maturità, della responsabilità e dell’impegno nella società contemporanea.
C’è poi il discorso pronunciato da Giuseppe Saragat all’Assemblea costituente nel giugno del 1946, incentrato sui valori della democrazia, della libertà e della giustizia sociale nel momento della nascita della Repubblica italiana.
La poesia di Pavese
La poesia di Cesare Pavese, scritta nel 1950, è la seguente:
«Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colori alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane —
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.
Sarai tu — ferma e chiara».



