Col maggiolino «Herbie» Cerebotani primo alla gara sulla mobilità green

Herbie, il mini Maggiolino progettato e costruito da dieci studenti del Cerebotani, a Rimini ha lasciato tutte le altre scuole italiane negli specchietti. Il prototipo realizzato dai ragazzi dell’Istituto di Lonato ha conquistato il primo posto alla gara nazionale di mobilità sostenibile, disputata nell’ambito della fiera Key – The Energy Transition Expo. Ventisei gli istituti tecnici in gara da tutta Italia (tra i quali anche il Castelli di Brescia, che ha chiuso 21esimo).
La vittoria
Il team lonatese, sostenuto anche da Rmb di Polpenazze, ha terminato la competizione con 680 punti, staccando nettamente gli avversari. Decisivo il lavoro di progettazione: punteggio massimo nelle categorie dedicate a progettazione, meccanica, elettronica, costruzione, design e materiali. «La velocità contava, ma la gara si vinceva soprattutto con il progetto – racconta Francesco Valgonio, capogruppo della squadra –. Molte scuole avevano componenti già pronti, noi invece abbiamo progettato e costruito quasi tutto da zero».
La macchina, soprannominata «Herbie» perché è il «mini clone» del celebre Maggiolino Disney, è un veicolo radiocomandato lungo 35 centimetri, largo 22 e alto poco meno di 16, progettato in laboratorio e stampato in parte in 3D. L’ispirazione vintage non è un vezzo: la carrozzeria arrotondata consente di sfruttare meglio lo spazio interno e distribuire i componenti elettronici e meccanici.

Il progetto è nato in autunno come attività extrascolastica. A lavorarci, con il capogruppo Francesco, sono stati Lorenzo Baronchelli, Valentina Corradi, Nicola Panato, Francesco Corvetti, Davide Susio, Luca Libero, Jaris Rossi, Emanuele Premoli e Gurnam Singh, studenti delle classi quarte e quinte dell’indirizzo elettronica e automazione, seguiti dai docenti Salvatore Strano e Alessio Lavelli. Due pomeriggi alla settimana in laboratorio, con ritmi sempre più serrati con l’avvicinarsi della gara. Negli ultimi giorni il gruppo è rimasto a lavorare fino alle 19.30, «finché i bidelli ci mandavano via». Durante la trasferta riminese non sono mancate le ultime regolazioni, anche di notte in hotel.
La competizione si è svolta in tre giornate tra slalom, prove su pista e una endurance di 25 minuti, in cui vince chi completa più giri. Quando è arrivata la classifica finale la sorpresa è stata grande. «Speravamo in un podio – racconta ancora Valgonio –. Ma quando hanno annunciato il primo posto stavamo ancora sistemando il box e abbiamo dovuto chiamare i professori». Lo scorso anno il Cerebotani si era fermato al settimo posto. Stavolta il salto è stato netto. Ora l’obiettivo è difendere la coppa l’anno prossimo.
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