Vocabolario della sanità: da Ats a Asl, bresciani rimandati sulle sigle

Solo un bresciano su cinque sa cosa significa l’acronimo Ats, va meglio, ma non troppo, con le sigle Ussl e Asl, peccato che le Unità sociosanitarie locali e le Aziende sanitarie locali siano ormai lontani ricordi di un passato che non esiste più. La confusione, purtroppo, riguarda nomi, ma anche servizi: quasi la metà della popolazione è ancora convinta che Ats si occupi di vaccinazioni. Emerge da un’indagine commissionata ad Ipsos da Ats Brescia ed eseguita nel 2024 su un campione rappresentativo composto da 1.200 persone maggiorenni, per il 51% donne. Obiettivo: «Sondare – spiega il direttore generale Claudio Sileo – la notorietà, l’immagine e la reputazione della Sanità locale».

Acronimi
Alla domanda «Cosa significa l’acronimo Ats?», solo il 19% del campione ha risposto correttamente, identificando Ats come Agenzia di tutela della salute. Le percentuali aumentano al 44% per Asst (Azienda sociosanitaria territoriale), al 71% per le vecchie Asl e al 76% per le vecchissime Ussl.
La conferma che i bresciani non sono molto abituati a interpretare le sigle arriva dalla richiesta di nominare spontaneamente strutture del sistema sanitario e sociosanitario: il 76% del campione menziona la parola ospedali, pochi parlano di cliniche, pochissimi di Ats, Asst, poliambulatori e case di cura. Più ci si addentra nel dettaglio, più aumentano le risposte errate: solo il 35% dei cittadini sa che Asl e Ussl non esistono più in Lombardia e solo il 31% sa che Ats e Asst hanno funzioni diverse (il 23% sbaglia e il 46% non sa rispondere). Si rileva anche la tendenza ad attribuire erroneamente all’Ats servizi gestiti da altri enti, come, dicevamo, quello delle vaccinazioni, ora in capo alle Asst.
Notorietà e reputazione
In termini di notorietà delle strutture presenti nel territorio di Ats Brescia (che comprende tutta la provincia, Valcamoninca esclusa) vince l’Asst Spedali Civili: il 60% la conosce bene o molto bene; seguono Ats (36%), Asst Garda (28%) e Asst Franciacorta (23%). In generale il livello di soddisfazione è buono, seppur variabile a seconda del tipo di servizio: screening, vaccinazioni e assistenza sanitaria sono i servizi più apprezzati.

Nel dettaglio «l’Asst Spedali Civili di Brescia gode di un’ottima reputazione – si legge nel report –, soprattutto grazie all’elevato tasso di conversione dalla mera conoscenza alla familiarità con la struttura. Ats Brescia segue, mostrando una buona performance generale, ma con un primo passaggio di conversione dalla conoscenza alla familiarità più debole. Le Asst di Garda e Franciacorta mostrano invece reputazioni meno solide, a causa di un livello di conoscenza significativamente inferiore». Ats, inoltre, viene percepita come «competente, efficiente, affidabile e rispettosa»; i cittadini ne riconoscono l’importanza per la salute pubblica, ma «necessita di migliorare la comunicazione, l’innovazione e l’accessibilità».
Notiziario mensile di Ats
Ecco perché, come spiega il direttore generale, «negli ultimi anni stiamo investendo in una comunicazione mirata a chiarire il ruolo e le funzioni della nostra Agenzia e a promuoverne i servizi». Rientrano in questo progetto il canale WhatsApp dedicato alla salute (le informazioni su come aderirvi sono disponibili sul sito www.ats-brescia.it), il notiziario mensile di Ats che viene anche trasmesso su Teletutto ogni giovedì alle 20.05 e la campagna video di promozione della salute realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, il cui direttore artistico è Maurizio Nichetti, regista e attore.

«Rispetto a quanto emerso dal sondaggio – conclude Sileo – in tempi più recenti il livello di confusione tra gli utenti è sensibilmente diminuito, ma il nostro impegno continua per garantire una comprensione sempre più chiara e immediata dei servizi. L’incremento della conoscenza è fondamentale per un utilizzo corretto e tempestivo delle risorse sanitarie a disposizione della popolazione».
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