Tatuaggi e melanoma, nuove regole in arrivo per la salute della pelle

Tatuaggi e prevenzione oncologica finiscono al centro di una norma nazionale. Il Senato ha approvato il disegno di legge sul melanoma, che istituisce una Giornata dedicata alla sensibilizzazione (il primo sabato di maggio di ogni anno) e introduce una novità per i centri tattoo: l’obbligo del consenso informato.
I clienti dovranno ricevere e firmare un documento che li avverta dei possibili rischi per la salute, soprattutto in presenza di nei o lesioni cutanee. Una misura pensata per rafforzare la cultura della prevenzione e favorire così la diagnosi precoce. Ne abbiamo parlato con Bruna Schena, chirurga plastica dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica dell’Istituto clinico San Rocco di Ome.
Dottoressa Schena, che valore attribuisce a questa Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma?
La ritengo un’iniziativa molto importante. Come chirurga plastica, in servizio dal 1994 al San Rocco, negli ultimi vent’anni ho osservato un netto aumento delle asportazioni di melanomi, in particolare tra i pazienti più giovani: i casi sono praticamente raddoppiati.
A cosa attribuisce questo incremento?
Principalmente a due fattori: l’inquinamento atmosferico e l’eccessiva esposizione ai raggi solari, spesso senza adeguata protezione. Raccomando l’uso regolare delle creme solari, in particolare nei soggetti con molti nei, che sono più esposti al rischio.
È corretto dire che i tatuaggi non aumentano il rischio di melanoma, ma possono rendere più difficile la diagnosi?
Sì, è corretto. I tatuaggi, soprattutto se estesi o numerosi, possono complicare l’individuazione di melanomi o di altre lesioni cutanee, in particolare nei soggetti con molti nei. La pigmentazione può mascherare segnali importanti e ritardare una diagnosi precoce.
Esistono strumenti o tecniche che permettono di valutare lesioni cutanee anche sotto la pigmentazione di un tatuaggio?
Sì. I dermatologi utilizzano il videodermatoscopio.
Chi ha molti nei o una familiarità con il melanoma dovrebbe evitare di tatuarsi?
Io consiglio di sì. Dipende ovviamente dalla dimensione, dal colore e dal numero di tatuaggi, ma più sono grandi e numerosi, maggiore è il rischio che rendano invisibili lesioni sospette.
Dal punto di vista chirurgico, l’asportazione di un melanoma su pelle tatuata presenta maggiori difficoltà?
No, si interviene normalmente. Certo, il tatuaggio viene rovinato, ma l’importante è risolvere il problema oncologico.
Si occupa anche della rimozione dei tatuaggi?
Sì, utilizzo un laser specifico. Un tempo si riuscivano a rimuovere solo pigmenti neri e blu; oggi possiamo eliminare quasi tutti i colori, anche se il rosso resta il più difficile. Il trattamento richiede più sedute, distanziate di 45 giorni. È doloroso, per questo è necessaria l’applicazione di una crema anestetica almeno un’ora prima.

Una volta cancellato il tatuaggio, restano segni?
Non sempre. Dipende molto dall’esperienza dello specialista. Usare il laser con potenza elevata può lasciare cicatrici. Meglio lavorare con pazienza, anche se servono più sedute.
Introdurre un modulo di consenso informato prima del tatuaggio le sembra una misura efficace?
Sì, assolutamente. È uno strumento che rende più consapevoli e responsabili.
Un ultimo messaggio, soprattutto ai più giovani, sul rapporto tra salute della pelle e scelte estetiche?
Proteggetevi dal sole e non trascurate i controlli dermatologici periodici. La prevenzione è sempre la miglior difesa.
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