Sileo: «Medici e pazienti devono seguire meglio le regole»

«Se le strutture sanitarie che erogano prestazioni applicassero sempre le regole, così come i medici prescrittori, e i cittadini seguissero le indicazioni del vademecum, i tempi delle visite specialistiche di primo accesso sarebbero garantiti già oggi».
Ad affermarlo, con sicurezza, è il direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo. La sua posizione è l’effetto di un monitoraggio tra le Ats del territorio, ma anche delle segnalazioni arrivate.
Dall’inizio dell’anno l’Ufficio relazioni col pubblico di Ats Brescia ha ricevuto 40 mail e 90 telefonate per informazioni sulle modalità di prenotazione alle visite specialistiche di primo accesso, con relative lamentele sul rispetto dei tempi stabiliti. «Ma abbiamo risolto tutte le pratiche: significa che con la corretta gestione si potevano trovare soluzioni», spiega Sileo.
I problemi
Secondo il direttore a causare le falle nel sistema ci sarebbero due diversi ordini di problemi, riguardanti sia le strutture, sia i medici, sia i pazienti: «Da una parte c’è la struttura sanitaria che quando prende in carico le richieste non sempre garantisce il rispetto dei tempi, dall’altra i cittadini che effettuano la prenotazione in ritardo o all’ultimo giorno disponibile. In questo modo diventa difficile rispettare i tempi».
Anche perché dall’inizio dell’anno le richieste di visite specialistiche ambulatoriali sono cresciute del 10%: «Regione Lombardia punta sulla quantità, garantendo più accessi, ma anche su una maggiore qualità. Spesso vengono prescritte prestazioni non necessarie che vanno a ingolfare il sistema. C’è bisogno di una maggiore appropriatezza dei codici di urgenza delle prestazioni da parte dei medici di famiglia e degli specialisti».
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